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Il MASI prosegue il ciclo di approfondimenti sulla storia dell’arte del Ticino e delle sue collezioni, con un approfondimento dedicato a Umberto Boccioni (1882–1916).

La mostra, costruita attorno ai dipinti prefuturisti donati alla Città di Lugano dagli eredi di Gabriele Chiattone, committente e sostenitore dell’artista nei suoi anni milanesi, offre uno sguardo ravvicinato su una fase decisiva dell’evoluzione artistica di Boccioni. Il percorso, arricchito anche da dipinti dei primi anni futuristi, restituisce l’intensità della ricerca di Boccioni, tesa alla conquista di un linguaggio nuovo, capace di esprimere la modernità e il ritmo della vita contemporanea.

Nelle collezioni del MASI si rispecchia l’evoluzione della recente storia delle arti visive in Ticino. Dal XIX secolo, questa non è improntata solamente dalla comunità artistica regionale, ma anche dagli artisti, collezionisti, commercianti e studiosi che hanno scelto il Ticino come patria d’adozione.

In particolare, nelle collezioni è rappresentata l’ambivalenza caratteristica del Cantone, che da un lato ha un’identità culturale italiana e dall’altro appartiene politicamente allo Stato federale svizzero.

La presentazione delle collezioni del MASI, arricchita da alcune importanti opere in prestito, intende offrire una visione di come l’arte in Ticino – a partire dalla fondazione dello Stato federale nel 1848 fino alla fine della seconda guerra mondiale – si sia dinamicamente evoluta nel suo specifico contesto culturale, e mostrare quali influenze, provenienti da Sud e da Nord, si siano affermate nella regione.

La mostra è visitabile fino al 24 gennaio 2027.