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I consiglieri federali Martin Pfister, Ignazio Cassis e Beat Jans hanno partecipato alla 62° Conferenza di Monaco sulla sicurezza, dal 13 al 15 febbraio 2026. Per far fronte alle molteplici minacce e proteggere la Svizzera è fondamentale una stretta cooperazione internazionale, la conferenza favorisce il dialogo di alto livello su come rafforzare la sicurezza dell’Europa.

La 62a edizione della Conferenza di Monaco sulla sicurezza riunisce rappresentanti di alto livello in un momento in cui si pongono questioni fondamentali in merito all’architettura di sicurezza in Europa. In un momento in cui l’ordine internazionale è indebolito e le relazioni tra le diverse potenze sono tese, la conferenza rappresenta una piattaforma idonea a promuovere una comprensione condivisa delle minacce e del modo in cui vadano affrontate. Inoltre, rappresenta un’opportunità per difendere valori come la pace e lo Stato di diritto. Il rigurgito della politica di potere, la guerra ibrida e le reti criminali transnazionali minacciano anche la sicurezza interna della Svizzera.

Gli incontri bilaterali con i Ministri degli Interni di Germania e Austria e con il Direttore di Europol si sono quindi concentrati su questioni d’attualità, come la criminalità transfrontaliera, l’intensificazione della cooperazione e le linee d’azione contro il crimine organizzato.

Il Consigliere federale Jans ha ribadito l’importanza della stretta collaborazione con gli Stati confinanti e tutti i Paesi Schengen per la sicurezza della Svizzera, nonché la necessità di preservare e rafforzare questa garanzia di sicurezza.

Con il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt il consigliere federale Jans ha definito i prossimi passi per rafforzare la cooperazione transfrontaliera in materia di sicurezza; i due hanno inoltre approfondito il tema della lotta al crimine organizzato. Anche con il ministro degli Interni austriaco Gerhard Karner sono state discusse le linee d’azione della nuova strategia di lotta al crimine organizzato, mentre con la direttrice di Europol Catherine De Bolle è stata affrontata l’intensificazione della cooperazione nello scambio di dati.

Il Consigliere federale ha poi incontrato Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Jans è convinto che la protezione dei diritti umani è essenziale per la sicurezza, che l’impegno a tutela dei diritti umani è un contributo alla sicurezza e che la libertà di espressione o le libere elezioni arginano il potere dei potenti e accrescono la rendicontabilità e la trasparenza.

La consigliera di Stato Karin Kayser-Frutschi, presidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) che ha accompagnato Jans, ritiene che per i Cantoni partecipare alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza sia una vera opportunità in quanto le conferenze internazionali non consistono in uno scambio d’élite tra diplomatici, ma costituiscono un sistema d’allerta precoce e una piattaforma di apprendimento per i Cantoni e i Comuni, il che conferisce loro grandi responsabilità nei casi di emergenza.

La Conferenza di Monaco sulla sicurezza è un ottimo esempio di stretta cooperazione transfrontaliera in materia di polizia. L’accordo bilaterale di cooperazione di polizia tra la Svizzera e la Germania consente di inviare agenti di polizia per sostenere le autorità dell’altro Paese. Nel quadro del coordinamento nazionale messo a punto dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) e su richiesta del Ministero dell’Interno bavarese, le polizie cantonali hanno inviato a Monaco oltre cento agenti di polizia cantonale a supporto delle operazioni di sicurezza intorno al luogo in cui si è svolta la conferenza.

fonte: Dipartimento federale di giustizia e polizia
foto: pixabay