L’Ufficio federale di statistica (UST) presenta una prima panoramica delle attività culturali e del tempo libero in Svizzera dopo la pandemia di COVID-19.
Effettuata ogni 5 anni, l’indagine sulla lingua, la religione e la cultura (ILRC) mostra che la frequentazione di istituzioni culturali, rimasta stabile tra il 2014 e il 2019, dopo la pandemia è calata. Infatti, tra il 2019 e il 2024 la quota di popolazione che visitava musei e mostre o assisteva a spettacoli di danza (classica e non) è diminuita di ben 6 punti percentuali tra il 2019 e il 2024, mentre la frequentazione di concerti e cinema è scesa di 7 punti percentuali. I monumenti, i siti archeologici e le biblioteche, invece, non hanno perso terreno.
Una tendenza simile si osserva per le attività ricreative all’aperto. Nonostante la perdita di qualche punto percentuale, le uscite con gli amici, le escursioni o le attività sportive si sono mantenute a livelli molto alti tanto da coinvolgere circa il 90% della popolazione. Rispetto al 2019, invece, nel 2024 è diminuita la partecipazione a feste urbane, le feste di paese, di quartiere o di società o le feste tradizionali. Tutti questi cali sono molto più pronunciati nella fascia di età dai 15 ai 29 anni. Dal 2014 le discoteche hanno perso un quinto del loro pubblico, soprattutto dopo la pandemia di COVID-19.
C’è però anche un’eccezione che conferma la regola, poiché il boom dei festival è proseguito nonostante la pandemia: nel 2014 vi ha partecipato il 38% della popolazione, nel 2019 il 47% e nel 2024 il 52%. I festival urbani che presentano diverse forme d’arte sono i più popolari, davanti ai festival rock/pop, di teatro/danza e di cinema. Un quarto delle persone (25%) ha partecipato a una Notte dei musei.
Le attività culturali e creative svolte a livello individuale e amatoriale hanno registrato un’impennata dopo la pandemia che ha spinto molte persone a chiudersi nella propria sfera privata. Nel 2024 il 33% della popolazione ha scelto di dedicarsi alla fotografia amatoriale, il 27% al disegno o alla pittura in particolare tra i giovani dai 15 ai 29 anni), il 15% alla ceramica con +11 punti tra i giovani e il 14% alla danza cioè +75% rispetto a prima della pandemia.
Le attività digitali hanno guadagnato terreno senza intaccare troppo le attività tradizionali ad esempio nel 2024, il 50% delle persone guardava film a pagamento e addirittura il 66% li consumava su Internet senza pagare, ma il 60% li andava a vedere al cinema. Sempre più persone ascoltano musica in streaming a pagamento (47%), ma la radio rimane il canale più utilizzato (81%). La lettura di libri è diminuita mentre in dieci anni il numero di utenti di e-book è raddoppiato; il 50% della popolazione, tuttavia, nel tempo libero legge libri esclusivamente in formato cartaceo.
L’indagine mostra che circa la metà della popolazione vorrebbe poter visitare più spesso musei, mostre o patrimonio culturale, il 56% vorrebbe andare più spesso a teatro, a concerti o a spettacoli di danza e il 62% al cinema, quota che sale al 75% tra i giovani dai 15 ai 29 anni. Nel complesso, il 79% della popolazione indica che, se potesse, parteciperebbe volentieri a un maggior numero di uscite a sfondo culturale. Gli ostacoli più frequentemente citati, però, sono la mancanza di tempo (50%) e di denaro (29%), mentre una quota minoritaria ha dichiarato di non aver voglia di uscire o che l’offerta di attività culturale è troppo distante.
Fonte: Ufficio federale di statistica
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