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Il 6 marzo 2026 il governo della Svizzera in seduta a Berna, ha deciso di respingere senza controprogetto l’iniziativa popolare denominata “Per un approvvigionamento sicuro con le energie rinnovabili (Iniziativa solare)”. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) presenterà comunque il messaggio ufficiale sull’iniziativa entro dicembre 2026.

L’iniziativa è stata depositata il 10 dicembre 2025 presso la Cancelleria federale svizzera. Il testo propone di inserire nella Costituzione l’obbligo di utilizzare tutte le superfici idonee di edifici e impianti per la produzione di energia rinnovabile, in particolare tramite impianti fotovoltaici.

Sono previste alcune eccezioni nel caso in cui l’installazione di pannelli solari sia incompatibile con esigenze di tutela (ad esempio paesaggistica o monumentale) o risulti sproporzionata per altri motivi. Nuovi edifici e grandi ristrutturazioni dovrebbero installare impianti solari entro un anno dall’eventuale approvazione dell’iniziativa mentre edifici e impianti già esistenti dovrebbero adeguarsi entro 15 anni.

La normativa in vigore: secondo il governo, il quadro legislativo attuale prevede già un forte sviluppo delle energie rinnovabili. La Legge sull’energia svizzera stabilisce infatti un aumento significativo della produzione di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2050.

Dal 1° gennaio 2025 la stessa legge impone inoltre l’installazione di sistemi per lo sfruttamento dell’energia solare su nuovi edifici con una superficie superiore a 300 metri quadrati, tramite tetti o facciate.

A rafforzare questa linea è anche il MoPEC 2025 (Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni), che estende i requisiti di produzione propria di energia elettrica non solo ai nuovi edifici ma anche agli interventi di risanamento dei tetti.

Il Consiglio federale, anche se la decisione arriva in un contesto di crescita prevista della domanda di elettricità nei prossimi anni, ha respinto l’iniziativa principalmente per tre motivi:

Interferenza con la proprietà privata, poiché imporrebbe l’utilizzo di superfici di edifici privati.

Problemi di attuazione tra Confederazione e Cantoni, che renderebbero complessa la gestione delle competenze.

Sfide tecniche e operative, tra cui la necessità di personale qualificato, l’adattamento dei sistemi di accumulo e il potenziamento della rete elettrica.

Secondo il governo, inoltre, l’obiettivo principale dell’iniziativa è già in larga parte perseguito attraverso il MoPEC 2025, rendendo superfluo un nuovo obbligo costituzionale.