La rubrica Antologia propone un viaggio letterario sulla Svizzera, la sua cultura, la sua natura e le sue istituzioni; una panoramica su come è stata percepita e conosciuta al di fuori dei suoi confini e come lei stessa si narra. Di volta in volta un racconto, l’estratto di un romanzo o di un saggio ci offriranno uno spaccato di queste visioni del mondo.
Questo racconto è tratto dal volume “Tradizioni e leggende della Svizzera romanda”, una raccolta fiabe e leggende edita da Daguet nel 1872 che riunisce gli scritti di vari autori.
Uno scherzo pericoloso
L’estate era stata molto piovosa, ma la voglia di esplorare le splendide montagne del cantone di Friburgo non mi abbandonava; appena il tempo lo ha permesso, ho chiuso la mia borsa da viaggio, ho preso il mio bastone da montagna e mi sono incamminato sui sentieri. A sera stavo entrando nel villaggio di Planfayon.
Ripresomi dalla fatica, girovagai per il villaggio e l’Almend fino a tarda sera quando tornai alla locanda, dove risuonavano nuovamente i canti e le voci dei bevitori. Il frastuono era assordante. Ne sfuggii rifugiandomi in una stanza vicina con uno dei miei amici e alcuni conoscenti. La nostra conversazione toccò una miriade di argomenti e non furono tralasciate le leggende popolari. Una giovane fanciulla raccontò la seguente storiella:
Molto tempo fa (così iniziò la mia narratrice), i pastori si riunirono una sera nella baita chiamata Grutenhaus e si diedero a giocare.
Ad un certo punto avevano mandato un ragazzo, semplice ma robusto, a Planfayon, per prendere il vino che doveva essere la posta in gioco. Durante la sua assenza decisero di fargli uno scherzo e di spaventarlo sulla via del ritorno.
Quando si avvicinò il momento del suo arrivo, uno dei malgari più audaci si camuffò con una pelle di mucca e si recò così vestito alla Holzersfluhe, dove doveva passare il giovanotto.
Poco dopo, il giovane arrivò alla Grutenhaus, posò il suo fardello e andò tranquillamente a riposarsi sulla pietra del focolare.
— Non hai visto nessun fantasma, gli chiesero, non hai avuto paura?
— Sì, ne ho visto uno, ma l’ho ucciso, rispose.
Era fin troppo vero quello che aveva detto!
Da allora, dopo quello sfortunato scherzo, un fantasma appare nella zona, soprattutto quando il tempo cambia o quando nevica in un periodo insolito.
