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Il concorso grafico della Banca nazionale svizzera (BNS) per la nuova serie di banconote è stato vinto da Emphase Sagl di Losanna (VD). L’elaborato presentato – elaborato J – ha conseguito il miglior risultato complessivo al termine delle diverse fasi del concorso proposto alla popolazione. L’elaborato propone un’interpretazione convincente del tema “La Svizzera, varietà in rilievo” e si presta particolarmente bene alla realizzazione di banconote.

Nel marzo 2026, BNS ha affidato a Emphase Sagl l’incarico per lo sviluppo grafico delle nuove banconote. La realizzazione finale potrà però differire nettamente dalla versione del concorso e a decidere in merito alla veste grafica delle banconote sarà il Consiglio di banca. La Banca nazionale prevede che i nuovi biglietti saranno emessi al più presto all’inizio degli anni 2030.

Questa nuova serie, la decima nella storia delle banconote svizzere, è stata sottoposta, per la prima volta, al giudizio della popolazione che è stata chiamata ad esprimersi attraverso un sondaggio d’opinione nel settembre 2025.

Sul recto dei nuovi biglietti di banca, sono rappresentate in scala alcune piante indigene e sono un invito ad osservare la ricchezza dell’ambiente quotidiano, mentre sul verso vi sono una serie di opere che fanno riferimento alle “conquiste di civilizzazione su cui si fonda l’identità elvetica”. Sulle banconote appaiono insetti indigeni e nelle filigrane compaiono animali preistorici scoperti in Svizzera e strati geologici

Sui biglietti appaiono tutte le caratteristiche fisiche della Svizzera: le zone più basse della Confederazione (banconota da 10) sono rappresentate dalla piantaggine “nutrimento per gli insetti e simbolo della biodiversità urbana”, sul recto compaiono un treno, il centro di ricerca del CERN e l’edificio in calcestruzzo battuto dello Schaulager; l’Altopiano (20) è simboleggiato dal pisello che prospera in grandi e piccole coltivazioni, la discesa dell’Aare in gommone, il NEST e forme abitative urbane e rurali; il Giura (50) con il faggio sul recto e sul verso dove l’albero appare accompagnato da un muretto a secco (Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO dal 2018), dalla stazione di misurazione di La Dôle e da “un’architettura regionale espressione dell’artigianato tramandato dai contadini-orologiai”. Le Prealpi (100) con la gramigna bionda che cresce nei prati alpini e con un paesaggio caratteristico dell’economia alpestre con richiami al turismo; un caseificio col tetto in scandole, una funivia e sentieri. La media montagna (200) è rappresentata dal mirtillo, dal Glacier Express e da una diga di sbarramento. L’alta montagna (1000) mostra nel recto il ranuncolo glaciale, una pianta da fiore delle zone alte, l’osservatorio astronomico Sphinx sullo Jungfraujoch, l’alpinismo estremo, il rifugio del Monte Rosa.