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La Svizzera si prepara a rafforzare la protezione penale dei minori contro l’adescamento online. L’8 luglio 2026 è stata aperta la procedura di consultazione relativa all’iniziativa parlamentare 18.434, intitolata “Rendere finalmente perseguibile l’adescamento in rete di minorenni”. La consultazione resterà aperta fino al 29 ottobre 2026.

La Commissione degli affari giuridici presenta un progetto di modifica del Codice penale volto a rendere espressamente perseguibile la comunicazione a carattere sessuale tra un adulto e una persona minore di sedici anni, quando tale comunicazione avvenga a scopo di eccitazione sessuale dell’adulto e sia idonea a perturbare lo sviluppo sessuale del minore.

L’obiettivo è colmare una lacuna dell’attuale disciplina penale e garantire una tutela più efficace dei minorenni in un contesto digitale profondamente cambiato. Chat, social network, piattaforme di messaggistica, videogiochi online e ambienti virtuali offrono infatti agli adulti malintenzionati nuove possibilità di entrare in contatto con bambini e adolescenti, spesso attraverso modalità graduali, manipolatorie e difficili da riconoscere.

Con il termine grooming, o adescamento online, si indicano gli approcci mirati compiuti da un adulto su Internet allo scopo di instaurare un rapporto con un minore e preparare il terreno per un abuso sessuale, per l’invio di immagini intime, per un incontro fisico o per altre forme di sfruttamento. Il processo può iniziare con messaggi apparentemente innocui, attenzioni, confidenze o richieste di amicizia, per poi assumere progressivamente un contenuto sessuale o coercitivo.

La proposta della Commissione si concentra in particolare sulla comunicazione sessualizzata in sé, quando è finalizzata all’eccitazione dell’adulto e può compromettere lo sviluppo sessuale del minore. Si tratta di un aspetto rilevante, perché in molti casi il danno non deriva soltanto dall’eventuale incontro fisico o dalla produzione di materiale illecito, ma già dall’esposizione del minore a contenuti, richieste o dinamiche relazionali sessualizzate e manipolatorie.

La nuova norma avrebbe quindi una funzione preventiva. Consentirebbe di intervenire prima che la situazione evolva verso reati più gravi, come atti sessuali con minorenni, pornografia minorile, estorsione sessuale o coercizione. In questo senso, la modifica proposta mira ad anticipare la soglia di tutela penale, riconoscendo che la fase preparatoria dell’abuso può già costituire una minaccia concreta per l’integrità psichica e sessuale del minore.

L’iniziativa parlamentare 18.434 ha una storia ormai pluriennale. Essa chiedeva di modificare o completare il Codice penale svizzero affinché l’adescamento in rete fosse perseguito penalmente e qualificato come reato perseguibile d’ufficio. Il tema è stato oggetto di approfondimenti e proroghe nei lavori parlamentari, proprio per la complessità del bilanciamento tra protezione dei minori, determinatezza della norma penale e garanzie giuridiche.

La difficoltà principale consiste nel definire con precisione quali comportamenti debbano essere puniti. Non ogni comunicazione inopportuna, ambigua o sgradevole può essere automaticamente trasformata in reato. La norma deve individuare una soglia sufficientemente chiara, capace di distinguere la condotta penalmente rilevante da comportamenti non punibili, pur discutibili o da gestire sul piano educativo e preventivo.

Per questo la formulazione proposta richiama tre elementi centrali: la comunicazione a carattere sessuale, l’età della persona minorenne, fissata sotto i sedici anni, e lo scopo di eccitazione sessuale dell’adulto. A ciò si aggiunge l’idoneità della comunicazione a perturbare lo sviluppo sessuale del minore. Sono elementi destinati a delimitare il campo di applicazione della norma e a evitare che la disposizione risulti eccessivamente vaga.

Il progetto si inserisce in un più ampio rafforzamento della tutela dei minori nel diritto penale sessuale. Negli ultimi anni la Svizzera ha già aggiornato diverse disposizioni in materia di reati sessuali, consenso, violenza sessuale e pornografia minorile. L’adescamento online rappresenta però un fronte specifico, legato alla trasformazione digitale delle relazioni e alla crescente esposizione dei minori agli ambienti online.

Anche a livello europeo il tema è al centro dell’attenzione. Nel giugno 2026 la Commissione europea ha accolto con favore un accordo politico su nuove norme penali per contrastare gli abusi sessuali sui minori, sottolineando come le minacce online siano profondamente cambiate rispetto alla normativa del 2011. Tra le nuove sfide figurano la diffusione di materiale generato con intelligenza artificiale, la circolazione di immagini di abuso online e l’aumento delle segnalazioni.

Il fenomeno è infatti in continua evoluzione. I minori trascorrono sempre più tempo in spazi digitali nei quali l’identità dell’interlocutore può essere nascosta o falsificata. Gli autori di adescamento possono presentarsi come coetanei, utilizzare profili falsi, costruire una relazione di fiducia e sfruttare vulnerabilità emotive, isolamento, bisogno di attenzione o inesperienza digitale. La dimensione online rende inoltre più difficile per genitori, insegnanti e adulti di riferimento intercettare tempestivamente il rischio.

La risposta penale, tuttavia, non può essere l’unico strumento. Accanto alla modifica del Codice penale, restano fondamentali la prevenzione, l’educazione digitale, la formazione degli adulti, la collaborazione con le piattaforme online e la possibilità per i minori di chiedere aiuto senza paura o vergogna. Un sistema efficace deve combinare protezione giuridica, strumenti investigativi adeguati e interventi educativi precoci.

La consultazione aperta l’8 luglio consentirà a Cantoni, partiti, organizzazioni professionali, associazioni per la protezione dell’infanzia, operatori del diritto e altri attori interessati di esprimersi sul progetto. Sarà un passaggio importante per valutare la formulazione della nuova disposizione, la sua applicabilità pratica e il rapporto con le norme penali già esistenti.

Il tema tocca un punto delicato della società contemporanea: come proteggere bambini e adolescenti in uno spazio digitale che offre enormi opportunità, ma anche nuovi rischi. La proposta della Commissione degli affari giuridici indica una direzione chiara: riconoscere che l’adescamento online non è un comportamento neutro o semplicemente preparatorio, ma può rappresentare una forma autonoma di aggressione alla libertà e allo sviluppo sessuale del minore.

Se approvata, la modifica del Codice penale rafforzerebbe la capacità delle autorità svizzere di intervenire in modo tempestivo, prima che la relazione instaurata online sfoci in abusi più gravi. La sfida sarà costruire una norma efficace, precisa e proporzionata, capace di proteggere i minori senza creare incertezze applicative.

La consultazione si concluderà il 29 ottobre 2026. Al termine, la Commissione potrà valutare le osservazioni ricevute e definire i successivi passaggi parlamentari. Il risultato sarà importante non solo sul piano giuridico, ma anche sul piano culturale: affermare che la tutela dei minori deve essere adeguata alla realtà digitale in cui oggi si costruiscono relazioni, contatti e, purtroppo, anche nuove forme di abuso.