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Mostra del pittore turgoviese Carl Roeschs. La mostra Carl Roeschs Frauenbilder è stata realizzata in stretta collaborazione con l’artista Lexy Ottwald. L’artista è stata invitata a visionare la collezione e a selezionare le opere che l’hanno colpita intuitivamente. È stato il suo primo incontro con l’opera del noto pittore. In particolare, la giovane artista si è interessata al fatto che Carl Roesch raffigurava molto spesso donne con il foulard. Nelle due sale espositive si può osservare lo sviluppo dal realismo espressivo dei primi lavori all’opera matura, quasi astratta.

Nel corso della sua intera carriera artistica, Carl Roesch (Diessenhofen,TG 9.5.1884 – Diessenhofen 27.11.1979) ha raffigurato ripetutamente donne con il foulard. Il punto di partenza di questa mostra sono state diverse opere degli anni ’60, che colpiscono per le loro campiture vivaci, dai toni pastello e al tempo stesso intensi. Raffigurano donne al lavoro nei campi e trasmettono una sorprendente leggerezza, quasi come se il lavoro fisicamente pesante fosse sostenuto da una serena allegria.

Da un’analisi approfondita di questo motivo è emerso che le donne con il fazzoletto sono presenti in quasi tutte le epoche e gli stili dell’opera di Roesch. Questa serie di opere ha avuto inizio molto presto: già uno dei suoi primissimi dipinti, risalente al 1901 e realizzato durante la sua giovinezza, ritrae sua nonna con il capo coperto. Lei ha avuto un ruolo centrale nella sua vita: Roesch è cresciuto con lei in una piccola fattoria. L’immagine delle contadine e delle donne con il fazzoletto era a quel tempo una componente naturale della vita quotidiana e sembra essersi impressa profondamente nella sua memoria visiva.
Negli anni ’20 Roesch fu fortemente influenzato da Paul Cézanne, come dimostra il trattamento delle superfici cromatiche e delle forme. Le figure femminili appaiono meno come ritratti individuali e più come parte di una composizione pittorica.
Con la crescente industrializzazione, le donne che lavoravano nei campi divennero sempre meno numerose. Nelle opere successive, le donne con il velo assumono così un nuovo significato: appaiono come un silenzioso testamento, un ricordo rispettoso di un mondo di vita che sta scomparendo. I volti diventano sempre più astratti o distolti dallo spettatore, cosicché i foulard si trasformano in superfici geometriche colorate all’interno di composizioni tranquille.
A completamento dei dipinti sono state trascritte alcune pagine del diario di Carl Roesch, che approfondiscono i suoi ricordi e i suoi riferimenti a questo motivo e sono state incluse nella mostra.

La mostra è concepita come un approccio retrospettivo all’opera di Roesch che invita a riscoprire le «Donne con il velo» di Carl Roesch come motivo ricorrente tra memoria, quotidianità e astrazione pittorica.
Inizia con opere degli anni ’60 e risale gradualmente ai suoi primi anni. Oltre ai dipinti, alcuni elementi scenografici offrono uno sguardo sull’ambiente personale di Roesch: un cavalletto con abiti da lavoro, ritratti giovanili e un angolo dedicato alla famiglia con raffigurazioni della nonna e della moglie, la pittrice svizzera Margrit Tanner (San Gallo,1880 – Diessenhofen,1969). (www.thurgaukultur.ch)

Roesch nel corso della sua vita artistica compì diversi viaggi a Parigi, anche in compagnia della moglie, e in Italia. Fu attivo non solo nell’ambito della pittura e della grafica, ma anche quale illustratore, scenografo, disegnatore di interni e autore di pitture murali, in particolare la ricostruzione degli affreschi di Tobias Stimmer della casa Zum Ritter a Sciaffusa. E’ considerato un sponente del modernismo svizzero e ha consacrato la sua vita alla ricerca di forme rigorose e senza tempo.

Immagini di donne di Carl Roesch. Museum Kunst + Wissen Diessenhofen Museumsgasse 11, Diessenhofen, Canton Turgovia fino al 30 agosto 2026