Wednesday, 20/9/2017 | 4:36 UTC+2
Circolo Svizzero

testimonianza della Signora Diri Monney, già presidente della Scuola Svizzera di Roma e dell’Ouvroir, Socia Onoraria del Circolo Svizzero Roma.

Verso la fine degli anni 50, il Circolo Svizzero di Roma rimase “orfano” del suo Presidente, l’allora Ing. Gautschi e della sua Signora, in seguito ad un grave incidente stradale ove seguirono lunghi ricoveri.
Nel Giugno 1959 si insediò all’Ambasciata di Svizzera in Italia quale nuovo Ambasciatore, il dr. Philippe Zutter con la sua gentile consorte Signora Mary. Rendendosi subito conto della situazione avveratasi nel Circolo, la Signora Mary si occupò immediatamente dell’organizzazione degli incontri delle Signore. Essendo una persona attiva e comprensiva, iniziò ad organizzare ogni martedì pomeriggio, da gennaio ad aprile, un appuntamento fisso per l’ora del Thè, dedicato alle Signore, dando modo alle stesse di incontrarsi per conversare, confrontarsi e nel contempo lavorare anche la maglia. Il desiderio e la filosofia di tale iniziativa che la Signora Mary ha voluto trasmettere, era di unire l’utile al dilettevole; questi incontri furono da allora chiamati con il nome di “Ouvroir”. Grazie al suo charme ed alle sue iniziative si formarono tanti gruppi simpatici. Regnava un vero entusiasmo. C’era per esempio il famoso quartetto Pinzello, Trebbi, Zeltner e la mamma Moser.
Con la partenza dei signori Zutter nel 1967 cambiò il giorno dei nostri incontri da martedì a mercoledì pomeriggio: da Novembre a Giugno ogni tre o quattro settimane, rispettando con ciò anche le esigenze scolastiche della Scuola Svizzera di Roma. Grazie all’attiva e gentilissima partecipazione delle signore sono partiti “vagoni” di lavori meravigliosi, distribuiti nelle scuole, negli ospedali, nelle case di cura, nelle case di riposo per gli anziani e persino nelle prigioni. Negli anni 1970 la Società di Beneficienza di Roma coinvolse le Signore dell’Ouvroir nell’assistenza degli svizzeri bisognosi residente sul territorio romano e per un periodo si instaurò una splendida collaborazione tra le due istituzioni.
Vorrei ringraziare ogni signora individualmente per questo loro esemplare impegno. Ma ne sono tante, tante. Penso, però, in particolare ad Anna Kuenzli per i mille e più paia di calzettoni, a Lina Agosti, ad Anna Di Domenico che tutt’ora, a 90 anni e ci rallegra con lavori deliziosi, a Johanna Moni, a Cosetta Stivali con le famose coperte ad uncinetto, ad Anita Mondello ed alla cara Vreni De Vecchis che oltre a tanti, tanti lavori, e deliziosi dolci ci ha sempre aiutato nell’organizzazione dei pomeriggi. Da qualche anno ci raggiungono persino da Sperlonga, Cristina con l’avv. Franco Leone. La presenza maschile ci onora e ci rende felici.
Penso volentieri anche ai nostri cuochi che abbiamo conosciuto negli anni: dal fedele Aldo, alle gentili Tina ed Annalisa. Non dimentico i custodi, da Giulio Imseng, a suo tempo una vera istituzione scolastica, a Pietro, a Fulvio ed ora a Pino.
In questi lunghi anni le consorti dei nostri Ambasciatori erano spesso presenti. Una gentilezza molto apprezzata, considerata anche un incoraggiamento per il nostro lavoro.
Dopo 50 anni dedicati all’Ouvroir ho avuto la fortuna di passare il remo ad Eveline Degli Abbati, persona ideale per dirigere e rendere ancora vivi i nostri incontri. Ti auguro, cara Eveline, tanto successo e meritate soddisfazioni. Ti abbraccio con affetto.
Ringrazio anche Marie – Louise Sassayannis che è stata collaboratrice impeccabile e fedele. Sappi che ti vogliamo bene e ci rallegriamo di rivederti presto.
Diri Monney

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