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La Strategia in materia d’asilo 2027, elaborata congiuntamente dalla Confederazione, dai Cantoni, dalle città e dai Comuni, è entrata nella fase di attuazione. Nella seduta del 19 giugno 2026, il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha informato il Consiglio federale sullo stato di avanzamento dei lavori e sui primi risultati ottenuti.

La strategia nasce dall’esigenza di sviluppare ulteriormente il sistema svizzero dell’asilo, rendendolo più efficace, più flessibile e più mirato. Il mandato politico è stato approvato in occasione della Conferenza nazionale sull’asilo del 28 novembre 2025; da dicembre 2025 il progetto è passato alla fase operativa.

L’obiettivo generale è duplice: da un lato, orientare maggiormente il sistema verso le persone che hanno effettivamente bisogno di protezione; dall’altro, alleggerire le strutture e le procedure dalle domande manifestamente infondate. A questo scopo è allo studio una procedura preliminare di determinazione delle competenze, volta a chiarire se, in determinati casi, sussista realmente una domanda di asilo ai sensi della legge svizzera. Qualora tale presupposto non vi fosse, la persona interessata non avrebbe accesso alle strutture d’asilo.

La nuova procedura sarà verificata attraverso una fase di prova, così da valutarne l’efficacia e gli effetti sui diversi livelli istituzionali. Confederazione, Cantoni, città e Comuni intendono evitare che le nuove misure producano un semplice trasferimento degli oneri da un livello statale all’altro.

Un secondo asse della strategia riguarda la sicurezza nel settore dell’asilo. Il DFGP sta preparando un progetto di legge volto a rafforzare gli strumenti disponibili nel campo della migrazione, anche attraverso un maggiore ricorso alle misure coercitive previste dal diritto degli stranieri, tra cui la carcerazione amministrativa nei casi previsti dalla legge.

In questo ambito si inserisce anche il lavoro della Task Force pluri-recidivi, istituita nel 2025. Attraverso un sistema di case management, la Task Force coordina le procedure d’asilo con quelle penali, l’esecuzione delle sentenze e i provvedimenti di allontanamento. Nei primi sei mesi del progetto pilota sono stati inseriti 87 casi nel sistema. Secondo le autorità federali, la collaborazione intercantonale e tra autorità competenti sta già producendo risultati positivi sul piano operativo.

La Strategia asilo 2027 dedica inoltre particolare attenzione all’integrazione. L’analisi condotta conferma l’efficacia dell’attuale sistema di promozione dell’integrazione, che sarà mantenuto e sviluppato ulteriormente. Le priorità riguardano l’avvio precoce dei percorsi di integrazione, il rafforzamento delle competenze linguistiche, una maggiore partecipazione sociale e un inserimento più stabile nel mercato del lavoro.

Un punto centrale sarà il rafforzamento dell’integrazione delle donne e del principio “un lavoro grazie alla formazione”, orientato a favorire percorsi professionali più solidi e duraturi. Sono attualmente in preparazione le basi per la prossima fase dei Programmi d’integrazione cantonali, i cosiddetti PIC 4. Le decisioni politiche sono previste per l’autunno 2026.

Un’altra sfida riguarda la capacità del sistema d’asilo di adattarsi alle fluttuazioni. A questo scopo è in corso l’elaborazione di un rapporto esterno che dovrà fornire basi concrete per migliorare la capacità di accoglienza, la gestione delle risorse umane e la riduzione dei casi pendenti. Il rapporto finale dovrebbe essere disponibile entro la fine dell’estate 2026.

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda il futuro dello statuto di protezione S, introdotto per le persone fuggite dalla guerra in Ucraina. Il Consiglio federale ha preso atto del piano elaborato congiuntamente dai tre livelli statali e ha avviato una consultazione con i Cantoni, le associazioni comunali, le parti sociali e altri attori statali e non statali.

Poiché al momento non si intravedono prospettive a breve o medio termine di un cessate il fuoco duraturo in Ucraina, l’orientamento è quello di mantenere lo statuto S anche dopo marzo 2027. Tale scelta consentirebbe di continuare a garantire una protezione efficace alle persone interessate e, al tempo stesso, di evitare un sovraccarico del sistema ordinario dell’asilo.

Il piano prepara tuttavia tre possibili scenari: il mantenimento dello statuto S, la sua abrogazione totale in caso di cessate il fuoco duraturo, oppure una strategia di uscita nel caso in cui il conflitto dovesse protrarsi. Il documento servirà come base decisionale, anche perché analizza le conseguenze operative, finanziarie e di personale per Confederazione e Cantoni.

Il Consiglio federale sta inoltre valutando la possibilità di escludere dallo statuto di protezione S gli uomini ucraini in età di servizio militare. La questione viene esaminata anche alla luce delle discussioni in corso nell’Unione europea, che sta valutando una proroga della protezione temporanea con un’eventuale limitazione per questa categoria. La Svizzera intende continuare a coordinarsi strettamente con l’UE, anche per evitare fenomeni di migrazione secondaria tra Paesi europei.

Un’eventuale limitazione dello statuto S per gli uomini in età di servizio militare richiederebbe una modifica della decisione di portata generale dell’8 ottobre 2025 concernente la concessione della protezione provvisoria in relazione alla situazione in Ucraina. La decisione del Consiglio federale su come procedere è attesa entro la fine dell’estate 2026, tenendo conto dei risultati della consultazione e delle eventuali decisioni europee.

Il Consiglio federale ha inoltre deciso di accordare ai Cantoni una maggiore libertà in materia di aiuto sociale. Con il pacchetto di sgravio 2027, approvato dal Parlamento nella sessione primaverile 2026, la Confederazione non verserà più sussidi federali ai Cantoni per le persone titolari dello statuto S da oltre cinque anni, a partire dal 1° gennaio 2027, salvo l’esito del termine di referendum. Venendo meno tale contributo federale, la Confederazione non sarà più legittimata a impartire direttive sullo standard di aiuto sociale. I Cantoni, chiamati a sostenere maggiori oneri finanziari, potranno quindi definire in modo più autonomo lo standard di sostegno.

Per rendere possibile questo cambiamento, il Consiglio federale intende modificare l’ordinanza 2 sull’asilo, abilitando i Cantoni a fissare lo standard di sostegno. Nel caso di un’abrogazione dello statuto S, le persone bisognose di protezione avrebbero diritto solo al soccorso d’emergenza. Sarà quindi necessario stabilire anche l’importo della somma forfettaria che la Confederazione rimborsa ai Cantoni per le spese di soccorso d’emergenza sostenute dopo il passaggio in giudicato della decisione di allontanamento. La consultazione sulla modifica dell’ordinanza è prevista per l’autunno 2026, mentre l’entrata in vigore è prevista per il 1° marzo 2027.

Infine, il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di porre in consultazione anche la proroga, dopo marzo 2027, del programma S volto a sostenere le persone bisognose di protezione provenienti dall’Ucraina.

L’attuazione della Strategia asilo 2027 è coordinata politicamente da un comitato direttivo che riunisce il capo del DFGP, i rappresentanti della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia, della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali degli affari sociali, dell’Unione delle città svizzere e dell’Associazione svizzera dei Comuni.

La strategia conferma quindi un principio centrale del sistema svizzero: la gestione dell’asilo richiede una responsabilità condivisa tra i diversi livelli istituzionali. Nei prossimi mesi, la sfida sarà trasformare gli indirizzi politici in misure concrete, mantenendo l’equilibrio tra protezione, sicurezza, integrazione, sostenibilità finanziaria e capacità operativa del sistema.

Fonti: Il Consiglio federale svizzero,
Dipartimento federale di giustizia e polizia,
Segreteria di Stato della migrazione