Laboratorio di ricerca. Immagine: Pixabay.
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Il 26 giugno 2026, a Danzica, si è tenuto il primo incontro ad alto livello della coalizione internazionale per la scienza, la ricerca e l’innovazione in Ucraina. L’appuntamento si è svolto a margine della Ukraine Recovery Conference, il principale foro internazionale dedicato alla ricostruzione del Paese, ospitato quest’anno dalla Polonia e dall’Ucraina.

La conferenza di Danzica, in programma il 25 e 26 giugno 2026, si è concentrata sui settori più colpiti dall’aggressione russa: energia, infrastrutture critiche, logistica, sicurezza e rilancio dell’economia ucraina. In questo quadro, la scienza e l’innovazione sono state riconosciute come componenti essenziali della ricostruzione, non solo per riparare i danni materiali della guerra, ma anche per rafforzare la capacità dell’Ucraina di guardare al futuro.

La coalizione internazionale per la scienza, la ricerca e l’innovazione in Ucraina era stata istituita a Roma, a margine della Ukraine Recovery Conference 2025, con l’adozione della dichiarazione per la scienza, la ricerca e l’innovazione in Ucraina. Il suo obiettivo è promuovere la ricostruzione e il rafforzamento del sistema ucraino della ricerca, sostenendo università, istituti scientifici, infrastrutture di ricerca e collaborazione internazionale. Per la Svizzera hanno aderito il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, le Accademie svizzere delle scienze e il Fondo nazionale svizzero.

Durante l’incontro di Danzica, i membri della coalizione hanno adottato una dichiarazione comune non vincolante. Il documento, firmato per la Svizzera da Jacques Gerber, delegato del Consiglio federale per l’Ucraina, su mandato del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, definisce un orientamento condiviso per il dialogo interno alla coalizione e per le misure che i singoli partner intendono mettere in campo.

Il significato politico dell’iniziativa è rilevante. La ricostruzione dell’Ucraina viene spesso associata a strade, ponti, reti energetiche, ospedali e abitazioni. Tuttavia, un Paese non si ricostruisce soltanto attraverso le infrastrutture fisiche. La tenuta del sistema universitario, la continuità della ricerca, la formazione dei giovani e la capacità di innovare sono elementi decisivi per evitare la perdita di capitale umano e per preparare la ripresa economica e sociale.

La guerra ha colpito profondamente anche il sistema scientifico ucraino. Molti ricercatori hanno dovuto interrompere i propri progetti, spostarsi all’estero o lavorare in condizioni precarie; laboratori e università hanno subito danni, mentre la scarsità di risorse ha reso più difficile mantenere attive collaborazioni e infrastrutture. In questo contesto, il sostegno internazionale serve a preservare competenze, continuità accademica e capacità di ricerca.

La Svizzera ha un ruolo significativo in questo ambito. L’Ucraina è da tempo un partner importante della Confederazione nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Dall’inizio della guerra, il sostegno svizzero si è articolato su più livelli: accoglienza di ricercatori, collaborazione scientifica, finanziamento di progetti congiunti, supporto a infrastrutture di ricerca e contributi alla partecipazione ucraina a organismi scientifici internazionali.

Uno degli strumenti principali è il programma congiunto tra il Fondo nazionale svizzero e la National Research Foundation of Ukraine. Le due istituzioni finanziano progetti di ricerca comuni per un totale di 7,6 milioni di franchi. Il Fondo nazionale svizzero copre anche gli stipendi e i costi di ricerca sostenuti in Ucraina, consentendo ai gruppi scientifici ucraini di continuare a lavorare nonostante il contesto di guerra.

Il programma sostiene progetti bilaterali di durata compresa tra due e tre anni e copre tutti gli ambiti disciplinari. Secondo il Fondo nazionale svizzero, l’accordo con la National Research Foundation of Ukraine risale all’inizio dell’estate 2022 e ha permesso di finanziare 20 progetti congiunti, nel quadro dei programmi bilaterali della Confederazione.

Un secondo progetto di rilievo è Light for Ukraine, sostenuto congiuntamente dal Fondo nazionale svizzero, dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione e dall’Istituto Paul Scherrer, con un contributo complessivo di 3,5 milioni di franchi. L’iniziativa prevede la costruzione di una linea di fascio destinata a sostenere la ricerca fotonica ucraina, un settore strategico per materiali, fisica, biologia strutturale, medicina e tecnologie avanzate.

La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione si è inoltre dichiarata disponibile a coprire, insieme agli altri Stati membri del CERN, i contributi annuali dell’Ucraina. Questo aspetto è particolarmente importante perché consente alla comunità scientifica ucraina di mantenere un legame attivo con una delle principali infrastrutture scientifiche europee e mondiali.

Il sostegno svizzero riguarda anche gli studenti. La SEFRI contribuisce infatti all’organizzazione e allo svolgimento degli esami di ammissione alle università ucraine per gli studenti ucraini che attualmente vivono in Svizzera. È una misura concreta, ma dal forte valore simbolico: permette ai giovani rifugiati di mantenere un collegamento con il sistema educativo del proprio Paese e di non interrompere il percorso verso l’istruzione superiore.

Accanto a questi interventi, il Fondo nazionale svizzero ha messo a disposizione 9 milioni di franchi per ospitare ricercatori ucraini presso università svizzere attraverso Scholars at Risk, oltre a prevedere ulteriori misure di sostegno, tra cui proroghe di progetti di ricerca colpiti dalle conseguenze della guerra.

Il primo incontro della coalizione internazionale si inserisce dunque in una strategia più ampia. La Ukraine Recovery Conference è nata nel 2022 a Lugano su iniziativa svizzera e, negli anni, è diventata il principale appuntamento internazionale per coordinare il sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina. L’edizione 2026 di Danzica ha confermato questa funzione, riunendo governi, istituzioni finanziarie, organizzazioni internazionali, imprese, autorità locali e rappresentanti della società civile.

Secondo Reuters, il Governo ucraino si attendeva dalla conferenza oltre 160 accordi per un valore superiore a 10 miliardi di euro. Nello stesso contesto, è stato annunciato anche il trasferimento della prima tranche da 3,2 miliardi di euro di un prestito europeo più ampio destinato a sostenere difesa, sicurezza, resilienza energetica e bilancio statale. La Banca mondiale, insieme alle Nazioni Unite, alla Commissione europea e al Governo ucraino, ha stimato in 588 miliardi di dollari il costo della ricostruzione dell’Ucraina nei prossimi dieci anni.

In questo scenario, la coalizione per la scienza, la ricerca e l’innovazione ha il compito di evitare che la ricostruzione sia letta solo in termini emergenziali. Ricostruire significa anche garantire che l’Ucraina possa continuare a produrre conoscenza, formare competenze, partecipare alle reti scientifiche internazionali e sviluppare tecnologie utili alla propria ripresa.

Per la Svizzera, il sostegno alla ricerca ucraina è coerente con una tradizione di cooperazione scientifica internazionale e con il ruolo assunto fin dall’inizio del processo URC. La partecipazione svizzera alla coalizione rafforza una linea di intervento che unisce solidarietà, diplomazia scientifica e investimento nel capitale umano.

La dichiarazione di Danzica non è giuridicamente vincolante, ma rappresenta un impegno politico e operativo. Il suo valore sta nel creare un quadro comune entro cui coordinare iniziative, evitare dispersioni e dare continuità al sostegno internazionale. In un Paese in guerra, mantenere viva la ricerca non è un lusso, ma una condizione per la ricostruzione democratica, economica e sociale.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare la solidarietà espressa a Danzica in strumenti durevoli: finanziamenti stabili, infrastrutture condivise, reti universitarie, programmi per giovani ricercatori, protezione del patrimonio scientifico e integrazione dell’Ucraina nello spazio europeo e internazionale della ricerca. Solo così la ricostruzione potrà andare oltre la riparazione dei danni e diventare una reale occasione di rinnovamento.

Fonte: Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca

Laboratorio di ricerca. Immagine: Pixabay.