Dal 10 al 12 novembre 2026 Roma e Capestrano ospiteranno il convegno internazionale «San Francesco degli Ungheresi. I primi secoli di storia francescana e il Regno d’Ungheria», dedicato ai rapporti tra il francescanesimo medievale e il mondo ungherese.
L’iniziativa si svolge nell’anno dell’ottavo centenario del transito di san Francesco e riunirà ventisei studiosi provenienti da diversi Paesi. Tra loro anche Federico Rossi dell’Università della Svizzera italiana di Lugano, che parteciperà alla prima giornata dei lavori.
Il convegno è organizzato congiuntamente dall’Istituto Storico Fraknói dell’Accademia d’Ungheria in Roma, dall’Università Eötvös Loránd di Budapest, dal Centro di Ricerca per le Scienze Umanistiche dell’ELTE – Istituto di Storia, dall’Ambasciata di Ungheria presso la Santa Sede e presso il Sovrano Militare Ordine di Malta, dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum e dall’Istituto Storico Italiano per il Medioevo.
Il convegno ha inoltre ottenuto il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco.
La partecipazione dell’Università della Svizzera italiana
Particolare interesse assume la presenza di Federico Rossi, SNSF Swiss Postdoctoral Fellow presso l’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana.
Rossi interverrà martedì 10 novembre, dalle 16.20 alle 16.40, nella seconda sessione dei lavori ospitata dall’Accademia d’Ungheria in Roma, con una relazione dal titolo «Meditazioni francescane sulla Passione in una miscellanea dell’Accademia Ungherese delle Scienze».
La relazione rientra negli ambiti di ricerca dello studioso, che si occupa prevalentemente di storia culturale dell’Italia medievale, letteratura francescana, volgarizzamenti e tradizione dantesca.
Formatosi all’Università di Pisa, alla Scuola Normale Superiore e all’École des Hautes Études en Sciences Sociales, Rossi è stato assegnista di ricerca all’Università Roma Tre e Junior Core Fellow dell’Institute for Advanced Study della Central European University.
Dal 2025 svolge all’USI il progetto post-dottorale «Imagining the Life of Christ: Affective Devotion and Vernacular Audience in Late Medieval Italy», dedicato alle forme della devozione affettiva e alla rappresentazione della vita di Cristo nell’Italia tardomedievale.
Nel 2024 ha inoltre pubblicato il volume Il sogno di Scipione e la visione di Dante. Dalla tradizione di Macrobio alla Commedia ed è stato tra i curatori della mostra La croce che fiorisce e le stimmate di Francesco.
Tre giornate tra Roma e Capestrano
Il convegno si articolerà in otto sessioni distribuite su tre giornate.
Il 10 novembre i lavori si apriranno presso l’Accademia d’Ungheria in Roma, in via Giulia. Le prime sessioni saranno dedicate, tra gli altri temi, alla memoria delle stigmate di san Francesco in Ungheria, alla tradizione liturgica medievale e alle testimonianze francescane conservate nelle raccolte ungheresi.
L’11 novembre il convegno proseguirà presso l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo. Le relazioni affronteranno il ruolo politico e culturale dei francescani, la loro presenza nelle città dell’Ungheria medievale, le comunità femminili, la predicazione e le tradizioni religiose sviluppatesi tra Italia ed Europa centrale.
La giornata conclusiva del 12 novembre si svolgerà a Capestrano, luogo strettamente legato alla figura di san Giovanni da Capestrano. Gli interventi saranno dedicati soprattutto all’Osservanza francescana, alle missioni nell’Europa orientale e ai rapporti tra Giovanni da Capestrano, Giacomo della Marca e il Regno d’Ungheria.
Al termine dei lavori è prevista anche una visita di studio ai luoghi di Capestrano legati al santo.
Italia e Ungheria nella storia francescana
Uno dei temi centrali dell’incontro è il rapporto tra il francescanesimo italiano e la sua diffusione nell’Europa centrale.
L’Ordine francescano e, in particolare, il movimento dell’Osservanza conobbero un’ampia diffusione nell’Europa centrale a partire dall’Italia. La storia francescana ungherese viene quindi affrontata attraverso i legami culturali, religiosi e istituzionali sviluppatisi nel corso dei secoli.
Tra gli argomenti delle otto sessioni figurano le origini del francescanesimo in Ungheria, le tradizioni liturgiche e agiografiche, l’attività economica dei conventi, il rapporto con lo sviluppo urbano, le comunità femminili e la predicazione.
Particolare spazio sarà dedicato a san Giovanni da Capestrano, figura centrale nei rapporti tra il mondo francescano italiano e quello ungherese.
La partecipazione di Federico Rossi porta al convegno anche il contributo dell’Università della Svizzera italiana, nell’ambito degli studi sulla letteratura francescana medievale che costituiscono uno dei principali settori della sua attività di ricerca.
Foto: San Giovanni da Capestrano, Public Domain Mark daWikimedia Commons

