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Bombardare un ospedale, prendere di mira la popolazione civile o impedire la cura delle persone ferite: anche in tempo di guerra non tutto è permesso.

Il 3 e 4 novembre 2026 la Svizzera e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) riuniscono a Ginevra rappresentanti di oltre un centinaio di Stati per individuare strumenti concreti volti a rafforzare il rispetto del diritto internazionale umanitario.

Il Dialogo mondiale sul diritto internazionale umanitario è stato aperto dal segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Alexandre Fasel, e dalla presidente del CICR, Mirjana Spoljaric.

L’obiettivo è fare in modo che le «regole della guerra» trovino effettiva applicazione e garantiscano protezione alle persone coinvolte nei conflitti.

Il rispetto del diritto umanitario come priorità politica

«In questa fase critica della storia, segnata da conflitti che provocano grandi sofferenze, il rispetto del DIU deve essere elevato al rango di priorità politica», ha dichiarato Alexandre Fasel.

Secondo il segretario di Stato, il rispetto del diritto internazionale umanitario richiede un fermo impegno politico, una volontà condivisa e una cooperazione internazionale rafforzata.

Il DIU tutela le persone che non partecipano ai combattimenti o che hanno deposto le armi: la popolazione civile, compreso il personale umanitario e medico, le persone ferite e i prigionieri di guerra.

Le sue norme impongono, tra l’altro, di distinguere tra civili e combattenti e tra beni civili e obiettivi militari, di proteggere gli ospedali, agevolare l’accesso umanitario e adottare tutte le precauzioni possibili per limitare le perdite civili.

Un’iniziativa avviata nel 2024

Il Dialogo di Ginevra si inserisce nell’iniziativa lanciata nel 2024 da Brasile, Cina, Francia, Giordania, Kazakistan e Sudafrica insieme al CICR per rafforzare il rispetto del diritto internazionale umanitario.

Nel corso dei due anni di consultazioni sono stati coinvolti oltre 160 Stati. Secondo il CICR, 127 Paesi hanno formalmente aderito all’iniziativa.

Le consultazioni hanno portato all’elaborazione di raccomandazioni pratiche e non vincolanti destinate a favorire una migliore applicazione delle regole della guerra.

Formazione, strutture sanitarie e nuove tecnologie

Durante le due giornate di Ginevra, rappresentanti degli Stati, organizzazioni internazionali e ONG discutono le raccomandazioni elaborate dal 2024.

I temi comprendono in particolare la formazione delle forze armate, la protezione delle strutture sanitarie e le sfide poste dalle nuove tecnologie nei conflitti.

Il CICR ha inoltre indicato tra gli ambiti affrontati nelle consultazioni la protezione dei servizi essenziali per la popolazione civile, tra cui assistenza sanitaria, acqua, elettricità, servizi igienico-sanitari e comunicazioni.

Da Ginevra ad Amman

Il Dialogo mondiale del 3 e 4 novembre rappresenta una tappa del processo che culminerà nella Conferenza di alto livello «Humanity in War», prevista il 7 dicembre ad Amman, in Giordania.

La conferenza, organizzata dalla Giordania, riunirà capi di Stato e di Governo e costituirà il principale appuntamento politico dell’iniziativa.

I leader dei 127 Stati che vi hanno formalmente aderito saranno invitati a riaffermare il proprio impegno a favore del rispetto del diritto internazionale umanitario.

Il ruolo della Svizzera

La Svizzera, che ospita la sede del CICR, mantiene un forte impegno nella promozione del diritto internazionale umanitario e nella protezione delle vittime dei conflitti armati.

I lavori di Ginevra intendono contribuire al percorso verso la Conferenza di Amman, portando al confronto politico le raccomandazioni elaborate durante due anni di consultazioni internazionali.

L’obiettivo rimane quello indicato all’apertura del Dialogo: rafforzare concretamente il rispetto di regole che già esistono, affinché possano offrire una protezione effettiva alle persone coinvolte nei conflitti.

Fonte: Dipartimento federale degli affari esteri