Una pandemia globale non è solo un pericolo per la popolazione, ma rappresenta anche un grosso ostacolo per l’aiuto umanitario. Per far fronte a questo problema ed al contempo proteggere le persone in prima linea, l’Aiuto umanitario della Svizzera ha deciso di donare quasi tre milioni di mascherine.
Da qualche settimana in Svizzera vige l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi di trasporto pubblici. Anche alcune istituzioni, scuole o aziende pubbliche prevedono l’uso di questi dispositivi nel loro piano di protezione. Mentre in Svizzera la fornitura di mascherine è garantita, nei Paesi africani questi dispositivi di protezione sono spesso difficilmente reperibili e le possibilità igieniche sono limitate. Al contempo, però, è proprio nelle regioni maggiormente colpite da crisi umanitarie che un aiuto rapido e senza complicazioni si rivela vitale. «Nel settore dell’aiuto umanitario abbiamo molte sfide da affrontare. Di solito si tratta di strade impraticabili o di continui scontri a fuoco. Con la COVID-19 si aggiunge ora anche un rischio di infezione», spiega Manuel Bessler, capo dell’Aiuto umanitario della Svizzera.
La mancanza di mascherine, guanti, tute di protezione e altro materiale protettivo personale ha costretto numerose organizzazioni a limitare o addirittura a interrompere completamente il loro lavoro in luoghi molto affollati, come i campi profughi. Questo problema riguarda anche l’ACNUR, che opera nei Paesi in cui i sistemi sanitari sono messi particolarmente sotto pressione dalle sfide attuali.
Per rendere possibile l’aiuto umanitario sul campo in questa difficile fase, la Svizzera risponde ad un appello dell’ACNUR e, tramite l’Aiuto umanitario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), dona quasi tre milioni di mascherine per un valore complessivo di 1,5 milioni di franchi.
Le mascherine sono destinate all’aiuto umanitario ed al personale sanitario della Repubblica Democratica del Congo e del Sudan.
Già prima dello scoppio della crisi globale di COVID-19 in Sudan del Sud vi era una forte necessità di aiuto umanitario. Più di un milione di persone è in fuga a causa delle violenze ed il sistema sanitario è fragile. Una pandemia globale mette in pericolo altri milioni di persone. Questa donazione permette al personale sanitario e agli operatori e alle operatrici in prima linea di svolgere urgentemente il loro importante e necessario lavoro nonostante la pandemia.
Le mascherine donate non incidono sul fabbisogno interno della Svizzera e non provengono dalle vecchie scorte federali che hanno dovuto essere ritirate nel luglio 2020.
Fonte: www.eda.admin.ch
photo: pixabay
