La Svizzera non controlla le epizoozie soltanto quando gli animali manifestano sintomi o in presenza di un sospetto concreto. Il sistema nazionale si basa su una sorveglianza continua, integrata da programmi di riconoscimento precoce finalizzati a individuare tempestivamente l’eventuale introduzione di nuovi agenti patogeni.
Secondo il rapporto annuale dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, nel 2025 sono stati registrati nel sistema d’informazione aRes 377.316 accertamenti nell’ambito della diagnostica ufficiale relativi a 70 epizoozie. Il dato è superiore dell’1,7 per cento rispetto ai 371.005 accertamenti effettuati nel 2024.
La maggior parte delle analisi non è stata eseguita in seguito alla comparsa di una malattia. Il 68,9 per cento degli accertamenti rientrava infatti nei programmi nazionali di sorveglianza attiva, mentre soltanto l’11,2 per cento era riconducibile alla sorveglianza clinica passiva, ossia all’esame di animali malati o di casi sospetti.
Un ulteriore 5,6 per cento delle analisi è stato effettuato nell’ambito della sorveglianza ufficiale degli aborti. I controlli su popolazioni clinicamente sane, svolti su base privata e registrati come visite veterinarie, hanno rappresentato il 4,3 per cento degli accertamenti, mentre quelli collegati al traffico di animali, comprese mostre e mercati, hanno costituito il 4,4 per cento.
Nel 2025 la Svizzera ha documentato la propria indennità da 26 epizoozie. Attraverso i programmi nazionali di sorveglianza è stata confermata, tra l’altro, l’assenza della rinotracheite infettiva bovina, della leucosi enzootica bovina, della sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini, della malattia di Aujeszky e della brucellosi degli ovini e dei caprini.
Per altre malattie, tra cui l’encefalopatia spongiforme bovina, la diarrea virale bovina, l’influenza aviaria, la malattia di Newcastle, le infezioni da Salmonella nel pollame e la tubercolosi bovina, sono stati raggiunti gli obiettivi previsti dai rispettivi programmi di sorveglianza.
Oltre 6.400 notifiche di epizoozia
Accanto agli accertamenti diagnostici, nel 2025 i servizi veterinari cantonali hanno trasmesso al sistema InfoSM 6.435 notifiche di epizoozia, in netto aumento rispetto alle 4.765 dell’anno precedente.
Quasi la metà delle notifiche, 3.707, ha riguardato la febbre catarrale ovina, nota anche come malattia della lingua blu. Dopo oltre quattro anni senza casi, nell’agosto del 2024 era ricomparso in Svizzera il sierotipo BTV-8 ed era stato rilevato per la prima volta il BTV-3. I due sierotipi sono ora considerati endemici nel Paese. Nel 2025 il programma di sorveglianza è stato quindi rivolto soprattutto a escludere la presenza di altri sierotipi non endemici.
Poco meno di un quarto delle notifiche, pari a 1.467, ha riguardato la zoppina degli ovini. Il numero elevato è collegato anche al programma nazionale di lotta contro la malattia.
Nel complesso, per diverse epizoozie segnalate regolarmente è stata osservata una tendenza alla diminuzione. Sono calate, in particolare, le notifiche di peste europea delle api, campilobatteriosi e paratubercolosi. Una lieve riduzione ha interessato anche le salmonellosi e gli aborti da clamidie negli ovini e nei caprini.
Nessun indizio di peste suina africana
Nel 2025 la Confederazione e i Cantoni hanno condotto tre programmi specifici di riconoscimento precoce: quello nazionale per la peste suina africana nei cinghiali, quello per il piccolo coleottero dell’alveare e il programma regionale per la tubercolosi nei cervi della Svizzera orientale e del Principato del Liechtenstein.
Da nessuno dei tre programmi sono emersi indizi dell’introduzione delle malattie controllate in Svizzera.
Per la peste suina africana, il periodo di osservazione considerato dal rapporto va dal 1° aprile 2025 al 31 marzo 2026. In questo arco di tempo sono stati esaminati 247 cinghiali morti, malati o abbattuti perché infortunati. Tutti gli accertamenti sono risultati negativi.
Il programma, attivo in tutta la Svizzera dal 2018, è finalizzato a riconoscere il più rapidamente possibile un eventuale primo caso e a consentire l’immediata adozione delle misure necessarie per impedire la diffusione della malattia.
Anche il programma Apinella non ha rilevato la presenza del piccolo coleottero dell’alveare. Nel 2025, 137 apicoltori sentinella hanno controllato complessivamente 138 apiari, trasmettendo 1.195 serie di dati. Nessuna verifica ha evidenziato la presenza del parassita.
Nel programma regionale per la tubercolosi nei cervi sono stati inoltre analizzati animali rinvenuti morti o abbattuti perché malati e 155 cervi regolarmente cacciati. Nessun campione è risultato positivo alla tubercolosi.
Negativi i controlli sulla dermatite nodulare contagiosa
L’attività di sorveglianza ha interessato anche la dermatite nodulare contagiosa, conosciuta come Lumpy Skin Disease. Nel corso del 2025 sono stati analizzati 456 campioni, tutti con esito negativo. La Svizzera continua pertanto a non essere colpita da questa epizoozia altamente contagiosa.
Tra le epizoozie dalle quali la Svizzera si dichiara indenne, nel 2025 sono stati registrati casi esclusivamente di influenza aviaria e soltanto tra gli uccelli selvatici.
BVD, due notifiche e dieci animali persistentemente infetti
I risultati della lotta alla diarrea virale bovina confermano la forte riduzione della malattia dall’avvio del programma di eradicazione nel 2008.
Nel 2025 sono state registrate due notifiche di BVD provenienti da due aziende, rispetto alle otto notifiche del 2024. Si tratta del numero più basso dall’inizio del programma nazionale.
Il dato delle notifiche deve tuttavia essere distinto dal numero complessivo degli animali interessati. Nel corso dell’anno sono stati individuati dieci animali persistentemente infetti in cinque aziende. Gli animali persistentemente infetti possono eliminare il virus per tutta la vita e rappresentano pertanto un elemento centrale nelle attività di individuazione e lotta alla malattia.
Gli obiettivi del programma di sorveglianza della BVD sono stati comunque raggiunti: il 99,99 per cento delle aziende controllate non presentava animali persistentemente infetti.
Una rete condivisa di sorveglianza
Il sistema svizzero combina i programmi nazionali con l’obbligo di notifica, gli esami dei casi sospetti e degli aborti, i controlli delle carni, le verifiche all’importazione e le informazioni legate al traffico degli animali.
I programmi sono coordinati dalla Confederazione e dai Cantoni. I campioni vengono prelevati dai veterinari ufficiali nelle aziende, durante la raccolta del latte o nei macelli e sono analizzati da laboratori diagnostici riconosciuti.
La sorveglianza permette non soltanto di individuare tempestivamente i rischi e adottare misure mirate, ma anche di documentare ufficialmente l’assenza di determinate malattie. Questo riconoscimento è importante per la tutela degli effettivi, della salute pubblica e dell’agricoltura, oltre a costituire un presupposto essenziale per il commercio internazionale di animali e prodotti di origine animale.
Un ruolo decisivo spetta infine ai detentori degli animali. Il rispetto delle misure di biosicurezza, il controllo degli accessi alle stalle, l’igiene di indumenti, calzature e attrezzature, l’attenta osservazione degli animali e la tempestiva segnalazione di eventuali anomalie al veterinario contribuiscono a ridurre il rischio di introduzione e diffusione degli agenti patogeni.
Ugualmente importante è la registrazione corretta degli spostamenti nella Banca dati sul traffico di animali, che consente alle autorità, in caso di focolaio, di ricostruire rapidamente i movimenti e individuare gli effettivi potenzialmente coinvolti.
fonte: Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria
foto: @svizzeri.ch
