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Sicurezza del traffico merci ferroviario e futura tassa per il traffico stradale di puro transito sono stati tra i principali temi affrontati il 26 giugno 2026 a Berna nella riunione semestrale del Comitato misto Svizzera-UE per i trasporti terrestri.

L’incontro, presieduto dalla direttrice dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) Christa Hostettler, ha riunito le delegazioni svizzera ed europea nell’ambito del dialogo previsto dall’Accordo sui trasporti terrestri. La delegazione di Bruxelles era guidata da Kristian Schmidt, direttore per i trasporti terrestri presso la Commissione europea.

La riunione è stata dedicata allo scambio di informazioni e al proseguimento della cooperazione tra Svizzera e Unione europea in materia di trasporti.

Sicurezza ferroviaria dopo l’incidente del San Gottardo

La delegazione svizzera ha illustrato le misure adottate dall’UFT in seguito al deragliamento del treno merci avvenuto il 10 agosto 2023 nella galleria di base del San Gottardo.

Il rapporto finale del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI), pubblicato nel giugno 2025, ha individuato come causa dell’incidente la rottura di una ruota. Secondo il SISI, la formazione delle cricche riscontrate nelle ruote interessate evidenziava un problema di carattere sistematico, rendendo necessarie misure volte a ridurre il rischio di episodi analoghi.

Sulla base delle conclusioni dell’inchiesta, nel settembre 2025 l’UFT ha disposto una serie di misure aggiuntive per il traffico merci ferroviario. Tra queste figurano prescrizioni sui diametri minimi delle ruote, una manutenzione più frequente e sistematica e controlli tecnici preventivi più approfonditi dei carri merci.

Le disposizioni sono state successivamente adeguate dall’UFT nell’ottobre 2025 alla luce di nuove informazioni emerse dal settore.

La loro piena entrata in vigore è tuttavia attualmente bloccata: diversi detentori di carri e responsabili della manutenzione hanno impugnato la decisione davanti al Tribunale amministrativo federale e i ricorsi risultano ancora pendenti.

Parallelamente, l’UFT continua a lavorare con i partner europei per individuare una soluzione condivisa. Nel 2025 gli esperti svizzeri hanno partecipato ai lavori del Joint Network Secretariat dell’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie. Il rapporto finale pubblicato nel dicembre 2025 ha recepito diversi elementi delle misure elaborate in Svizzera, mentre altri aspetti, in particolare quelli relativi alle verifiche tecniche preventive dei carri merci, continuano a essere discussi nel 2026.

Anche le FFS hanno adottato misure infrastrutturali, installando rilevatori di deragliamento in prossimità dei portali delle gallerie per limitare le conseguenze di eventuali incidenti.

Una tassa per il traffico di puro transito

Il secondo tema illustrato alla delegazione dell’Unione europea riguarda il mandato conferito dal Parlamento al Consiglio federale per l’introduzione di una tassa sul traffico stradale di puro transito.

La proposta nasce dalla mozione 25.3744 del consigliere agli Stati Marco Chiesa. Dopo l’approvazione del Consiglio degli Stati, il Consiglio nazionale l’ha accolta il 19 marzo 2026 con 173 voti contro 13, trasmettendo il dossier al Consiglio federale.

Il Parlamento ha quindi approvato il principio e incaricato il Governo di elaborare una proposta concreta. La tassa non è ancora in vigore e le modalità della sua eventuale introduzione dovranno essere definite nel successivo iter politico e legislativo.

Secondo il mandato parlamentare, la misura dovrebbe riguardare i veicoli che entrano in Svizzera da uno Stato confinante per proseguire verso un altro Stato confinante senza una permanenza significativa sul territorio elvetico.

L’importo dovrebbe avere carattere incentivante e variare in funzione di fattori quali il volume del traffico, la fascia oraria e il giorno della settimana. Lo scopo indicato nella mozione è ridurre il sovraccarico della rete stradale nazionale determinato dal traffico di transito, in particolare lungo gli assi nord-sud.

Esclusi i trasporti commerciali di persone e merci

Durante la riunione del Comitato misto, la Svizzera ha precisato che la futura tassa non riguarderebbe i trasporti commerciali di persone e merci che, in virtù dell’Accordo sui trasporti terrestri tra Svizzera e UE, sono esenti da questo tipo di prelievo.

La questione presenta tuttavia ancora diversi aspetti da definire.

Nel dibattito parlamentare il Consiglio federale si era espresso contro la mozione. Il consigliere federale Albert Rösti aveva precisato che, sotto il profilo del diritto internazionale, la proposta non è di per sé incompatibile con gli accordi tra Svizzera e Unione europea, pur rilevando che non è possibile anticipare quale sarebbe la posizione di Bruxelles rispetto alla sua concreta attuazione.

Il Governo ha inoltre segnalato difficoltà di natura giuridica e amministrativa. Secondo la sua valutazione, un pedaggio applicabile in maniera generale all’utilizzo delle strade pubbliche potrebbe richiedere una modifica della Costituzione federale. L’attuazione comporterebbe inoltre la necessità di identificare i veicoli effettivamente in transito da confine a confine e di distinguere questi ultimi dai residenti, dai turisti e dagli altri utenti della rete stradale.

Il criterio della «permanenza significativa» in Svizzera dovrà quindi essere definito con maggiore precisione nell’elaborazione del progetto.

Un confronto nel quadro dell’Accordo sui trasporti terrestri

Il Comitato misto è l’organo nel quale Svizzera e Unione europea discutono l’applicazione e l’evoluzione dell’Accordo sui trasporti terrestri.

La riunione del 26 giugno ha permesso alla delegazione svizzera di informare l’UE sia sull’evoluzione delle misure di sicurezza nel traffico merci ferroviario sia sul mandato parlamentare relativo alla futura tassa di transito.

Sul versante ferroviario, la Svizzera ha ribadito la volontà di arrivare a soluzioni coordinate a livello europeo, considerata la natura internazionale del traffico merci e del materiale rotabile.

Per quanto riguarda il traffico stradale, il dossier entra ora nella fase di elaborazione da parte del Consiglio federale. Prima di un’eventuale introduzione della tassa dovranno quindi essere chiariti gli aspetti costituzionali, tecnici e amministrativi e dovrà essere definita una soluzione compatibile con gli obblighi internazionali della Svizzera.

Fonte: Ufficio federale dei trasporti

Foto: archivio circolo svizzero Napoli