Dal 17 al 21 agosto 2026 si è svolta a Berna la tradizionale Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori svizzeri, dedicata quest’anno al tema «Disordine mondiale: la Svizzera in Europa e nel mondo».
L’appuntamento annuale ha riunito i capimissione che rappresentano la Svizzera all’estero, membri del Consiglio federale e rappresentanti dell’Amministrazione federale per un confronto sulle principali questioni di politica estera.
Tra le priorità dell’edizione 2026 figuravano il pacchetto Svizzera-UE, la situazione internazionale, il margine di manovra della Svizzera in politica estera e le relazioni con partner importanti.
Una giornata dedicata al pacchetto Svizzera-UE
Martedì 18 agosto i lavori si sono concentrati sulle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea.
Rappresentanti del Dipartimento federale degli affari esteri e di altri uffici federali hanno illustrato i risultati dei negoziati e il processo parlamentare. Al confronto hanno partecipato anche esponenti della politica, dell’economia e del mondo scientifico.
Tra gli elementi centrali del pacchetto discussi durante la giornata figuravano la libera circolazione delle persone, la protezione dei salari, gli aiuti di Stato, la partecipazione ai programmi europei e l’accordo sull’energia elettrica.
Il pacchetto Svizzera-UE si trova attualmente nella fase parlamentare. Gli accordi sono stati firmati a Bruxelles il 2 marzo 2026 dal presidente della Confederazione Guy Parmelin e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il 13 marzo il Consiglio federale ha adottato il relativo messaggio all’attenzione del Parlamento.
Il pacchetto comprende modifiche di accordi già esistenti, disposizioni istituzionali e nuovi accordi nei settori dell’energia elettrica, della sicurezza alimentare e della salute, oltre alla partecipazione della Svizzera ai programmi dell’UE e al contributo svizzero alla coesione.
Cassis incontra il ministro tedesco Wadephul
Mercoledì 19 agosto il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del DFAE, ha ricevuto il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul, ospite d’onore della componente ministeriale della conferenza.
Il confronto con il corpo diplomatico svizzero era dedicato alla situazione internazionale, al ruolo dell’Europa nel mondo, al margine di manovra della Svizzera e della Germania e alle sfide comuni in un contesto segnato da crescenti tensioni geopolitiche.
Nel suo discorso Cassis ha sottolineato la profondità delle relazioni tra i due Paesi, ricordando che la Germania è il principale partner commerciale della Svizzera e che oltre 100.000 cittadini svizzeri vivono in Germania, mentre più di 300.000 cittadini tedeschi risiedono in Svizzera.
Secondo il capo del DFAE, le relazioni tra i due Paesi non possono essere considerate soltanto come rapporti tra Stati, ma costituiscono uno spazio caratterizzato da forti legami economici, sociali e culturali.
«La politica estera è politica interna»
Nel proprio intervento Cassis ha ripreso anche il principio secondo cui «la politica estera è politica interna».
Guerre, crisi energetiche, conflitti commerciali e migrazioni, ha osservato, producono conseguenze dirette sulla sicurezza, sull’economia e sul dibattito politico interno della Svizzera.
Allo stesso tempo, secondo Cassis, la politica estera deve rimanere democraticamente ancorata al Paese e rifletterne le caratteristiche, dalla democrazia diretta al federalismo e alla pluralità delle sensibilità politiche.
Il consigliere federale ha inoltre ricordato che la Svizzera, pur non appartenendo all’Unione europea, è parte dell’Europa e che questioni come sicurezza, migrazione, energia, tecnologia e dipendenze economiche superano i confini nazionali.
In questo contesto Cassis ha ribadito la volontà di proseguire la via bilaterale con l’Unione europea, definendola l’approccio scelto dalla Svizzera per conciliare autonomia e cooperazione.
Le altre sfide di politica estera
Nel corso della settimana la conferenza ha affrontato anche la situazione politica mondiale, la diplomazia estera ed economica della Svizzera, i nuovi orientamenti della cooperazione internazionale, la strategia consolare e il contributo della politica estera alla politica di sicurezza.
La Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori offre ogni anno ai capimissione la possibilità di confrontarsi direttamente con le autorità federali sugli sviluppi della politica interna ed estera e sulle priorità delle relazioni internazionali della Svizzera.
Il programma dell’edizione 2026 prevedeva inoltre, al termine dei lavori, un’uscita nel Cantone di Vaud su invito del presidente della Confederazione Guy Parmelin.
Una tradizione iniziata nel 1887
La Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori svizzeri ha una lunga tradizione.
La prima edizione risale al 1887. Dopo l’interruzione durante la Seconda guerra mondiale, l’appuntamento è ripreso nel 1945.
L’edizione 2026 si è conclusa il 21 agosto dopo cinque giorni di lavori dedicati al ruolo e al margine di manovra della Svizzera in un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche.
Fonte: Dipartimento federale degli affari esteri
Foto: svizzeri.ch
