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La Svizzera vuole arrivare alle future emergenze sanitarie con un sistema di tracciamento dei contatti armonizzato a livello nazionale. È questa la principale conclusione del rapporto adottato dal Consiglio federale il 2 ottobre 2026, che traccia un bilancio dell’esperienza maturata durante la pandemia di COVID-19 e indica gli adeguamenti normativi, organizzativi e tecnici ritenuti necessari.

Il documento è stato elaborato in adempimento del postulato 23.4315 della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CDG-CS). Secondo il Consiglio federale, soprattutto nelle prime fasi della pandemia l’identificazione sistematica delle persone contagiate e dei loro contatti ha rappresentato uno strumento importante per interrompere le catene di trasmissione e contribuire a ridurre la pressione sul sistema sanitario.

Le criticità emerse durante il COVID-19

Il bilancio riconosce che, all’inizio dell’emergenza, Confederazione e Cantoni non erano sufficientemente preparati. Nel corso della pandemia, tuttavia, i Cantoni riuscirono ad aumentare considerevolmente le risorse umane dedicate al tracciamento, a migliorare i processi organizzativi e, con il sostegno della Confederazione, a sviluppare e perfezionare in tempi relativamente brevi i sistemi informatici necessari. L’efficacia del contact tracing poté così aumentare progressivamente.

La principale debolezza individuata dal rapporto riguarda però la mancanza di un’armonizzazione nazionale dei sistemi informatici. La presenza di soluzioni cantonali differenti rese più difficili lo scambio dei dati, il coordinamento intercantonale e la disponibilità tempestiva di informazioni epidemiologiche aggregate su scala nazionale.

Un limite particolarmente importante in un Paese caratterizzato da un’elevata mobilità della popolazione: le catene di contagio non si fermano infatti ai confini cantonali. Per questo Confederazione e Cantoni concordano sulla necessità di disporre in futuro di un sistema nazionale utilizzabile sia nella normale attività di sanità pubblica — ad esempio per contenere un focolaio di morbillo — sia in presenza di un numero molto elevato di casi, come durante una pandemia.

Coordinamento nazionale, ma responsabilità ai Cantoni

Il nuovo modello non dovrebbe comportare una centralizzazione completa delle attività. La responsabilità operativa del tracciamento continuerà a spettare ai Cantoni, mentre è prevista l’istituzione di un organo permanente di coordinamento tra Confederazione e Cantoni, destinato a facilitare la gestione degli eventi che interessano più territori cantonali.

Questa impostazione è coerente anche con il nuovo Piano pandemico nazionale: l’UFSP stabilisce le indicazioni generali sulla gestione di casi e contatti, mentre ordine, attuazione e sorveglianza rimangono compiti cantonali. Il Piano sottolinea inoltre che il tracciamento è particolarmente rilevante nelle fasi iniziali di una pandemia, mentre la sua efficacia tende a ridursi quando l’incidenza diventa molto elevata e il numero dei contatti da ricostruire cresce rapidamente.

La revisione della legge sulle epidemie

Le conclusioni del rapporto confluiscono direttamente nella revisione della legge sulle epidemie (LEp). Il Consiglio federale ha trasmesso il relativo messaggio al Parlamento il 20 agosto 2025. Tra gli obiettivi della riforma figurano una maggiore digitalizzazione, l’armonizzazione nazionale dei sistemi di dichiarazione e un migliore coordinamento tra Confederazione e Cantoni. La revisione prevede inoltre che l’UFSP metta a disposizione un sistema nazionale d’informazione scalabile, con interfacce standardizzate verso ospedali, studi medici e laboratori.

Il percorso parlamentare è nel frattempo avanzato: il 22 settembre 2026 il Consiglio degli Stati ha approvato la revisione parziale della LEp e il dossier passa ora al Consiglio nazionale. Si tratta quindi ancora di un iter legislativo in corso e il testo definitivo potrà essere stabilito soltanto al termine dell’esame delle due Camere.

NASURE, la futura infrastruttura digitale

Il sistema di tracciamento sarà inserito in NASURE – National Surveillance & Response, la nuova piattaforma digitale nazionale per la sorveglianza e la lotta contro le malattie trasmissibili.

NASURE è un progetto previsto per il periodo 2024-2034. Dovrà progressivamente sostituire sistemi informatici ormai obsoleti, standardizzare e automatizzare la raccolta delle informazioni sanitarie e armonizzare lo scambio dei dati tra strutture sanitarie e autorità. L’obiettivo è consentire di individuare più rapidamente le minacce, seguire l’evoluzione epidemiologica attraverso differenti fonti di dati e rafforzare la preparazione alle pandemie.

È importante distinguere il calendario complessivo di NASURE da quello dello specifico modulo per il tracciamento dei contatti in caso di pandemia. Il nuovo rapporto del Consiglio federale del 2 ottobre indica infatti che l’attuazione tecnica di questo modulo è prevista a partire dal 2032, nell’ambito di un’estensione della piattaforma NASURE e subordinatamente all’adozione della revisione della legge sulle epidemie.

Si tratta anche di un aggiornamento rispetto al Piano pandemico nazionale pubblicato il 1° luglio 2025. Nella sua formulazione originaria, il Piano riconosceva la necessità di una soluzione nazionale integrata in NASURE, ma precisava che non era ancora possibile indicarne la data di realizzazione. Con il rapporto del 2 ottobre 2026 viene quindi fissato per la prima volta un orizzonte temporale, con l’avvio tecnico previsto dal 2032.

Il nuovo Piano pandemico

Il Piano pandemico nazionale, aggiornato nel luglio 2025 sulla base delle esperienze e degli insegnamenti del COVID-19, costituisce l’altro pilastro della preparazione svizzera alle future crisi sanitarie. È destinato a Confederazione, Cantoni e Comuni e viene aggiornato progressivamente anche in funzione dell’evoluzione normativa.

Il Piano prende in considerazione anche strumenti digitali come i sistemi di tracciamento di prossimità e di presenza. L’esperienza del COVID-19 ha mostrato, secondo l’UFSP, che applicazioni di questo tipo possono sostenere il contact tracing tradizionale, ma come strumento complementare, non sostitutivo. Tra le soluzioni considerate per il futuro figurano anche protocolli anonimi e decentralizzati analoghi a quelli utilizzati dalla SwissCovid App.

A sei anni dall’inizio della pandemia, il bilancio porta dunque a un modello nel quale l’esecuzione rimane cantonale, mentre infrastruttura informatica, standard dei dati e coordinamento dovrebbero diventare sempre più nazionali. L’obiettivo indicato dal Consiglio federale è disporre di strumenti utilizzabili nella normale sorveglianza delle malattie trasmissibili e rapidamente potenziabili qualora la Svizzera debba affrontare una nuova pandemia.

Fonte: Ufficio federale della sanità pubblica UFSP

Foto: svizzeri.ch