Wednesday, 1/4/2020 | 2:29 UTC+2
Circolo Svizzero

Il melo di Capriasca che guarda il golfo di Trieste

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Ė la metafora del ripristino del legame storico tra Trieste e il Ticino. Antico e forte il legame della Svizzera e Trieste in particolare con il Ticino, iniziato con l’editto di porto franco di Carlo VI nel 1719, col tempo e dopo le tragiche vicende belliche delle guerre mondiali, questo legame, assieme alla memoria storica della Comunità svizzera a Trieste, si era attenuato fino a scomparire del tutto.
Con la cerimonia ufficiale dello scoprimento della targa celebrata sabato 5 ottobre al Civico Orto Botanico all’arrivo a Trieste di una nutrita comitiva ticinese guidata da Andrea Pellegrinelli, sindaco del Comune di Capriasca, e Bernardino Croci Maspoli, direttore del Museo del Malcantone, si è sancito il ripristino dello storico legame.
Ad attendere gli ospiti ticinesi all’Orto Botanico c’erano, oltre al direttore Nicola Bressi, il Vicesindaco Fabiana Martini, il presidente del Circolo svizzero di Trieste Giuseppe Reina, il presidente della Società di Minerva Gino Pavan, la direttrice del Castello di Miramare Rossella Fabiani e alcuni soci delle stesse associazioni che, su proposta del prof. Pavan, a fine settembre dell’anno scorso si sono recate in Ticino per una gita storico-culturale nei Comuni d’origine di alcuni famosi architetti ticinesi. In quell’occasione, dopo una conferenza su Pietro Nobile tenuta da Gino Pavan e Rossella Fabiani, il Comune di Capriasca donò alla delegazione triestina gli alberi di melo in segno d’amicizia viva, duratura e fruttuosa.
Così il Circolo svizzero di Trieste, in accordo con il Comune di Trieste, ha voluto suggellare questo bel gesto d’amicizia. Per la verità una scoperta più impensabile e clamorosa è avvenuta l’anno scorso quando, con l’allestimento della mostra e della relativa pubblicazione a cura di Anna Maria Graf Reina su “La Comunità svizzera a Trieste dal ‘700 al ‘900”, si sono contati più di 150 edifici, progettati e costruiti a Trieste da capomastri, ingegneri e architetti svizzeri in particolare ticinesi. E proprio per ammirare alcuni di questi edifici nel pomeriggio di sabato gli ospiti, anche sotto la pioggia, hanno voluto fare una passeggiata in centro città. La visita si è conclusa domenica al Castello di Miramare dove, accompagnati dalla stessa direttrice Fabiani, hanno potuto ammirare alcuni dei più di otto mila disegni del celebre architetto triestino-ticinese Pietro Nobile, quivi conservati.
Alla conviviale di commiato tutti gli amici ticinesi sono stati omaggiati dall’architetto Pavan del libro autobiografico di Carlo Nobile “L’ultima bugia” edito dalla Società di Minerva.
Carlo Nobile, discendente del famoso Piretro, è anche lui un personaggio molto interessante da conoscere, come tanti altri svizzeri della Quinta Svizzera in diversi campi di attività e di opere di alto valore sociale. Il Circolo svizzero di Trieste per ricordare, scoprire e valorizzare questo patrimonio di opere culturali, architettoniche, socioeconomiche, filantropiche etc. e per far rivivere quei valori umani di operosità e integrazione sociale feconda di uomini della Quinta Svizzera, ha istituito un premio internazionale biennale.
Il sindaco Andrea Pellegrinelli ci ha salutato con un’altra bella metafora: “il piccolo raggio di sole spuntato alla fine della gita è stato lo stesso sempre sentito dal forte calore dell’accoglienza a Trieste”.

 

Un momento della Cerimonia

 

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