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Consiglio federale approva modifica di sei ordinanze sull’ambiente

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Il 17 aprile 2019 il Consiglio federale ha approvato la modifica di sei ordinanze nel settore ambientale. Segnatamente, nell’ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) sono state apportate modifiche tecniche anche per preparare lo sviluppo della rete 5G.

A febbraio 2019, alla telefonia mobile sono state attribuite nuove frequenze, acquisite da tre gestori anche in vista dello sviluppo della rete 5G. Per la banda di frequenza dei 1400 MHz, l’ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) non prevedeva finora valori limiti per le antenne di telefonia mobile (valore limite per gli impianti). Il Consiglio federale ha ora colmato questa lacuna con la modifica dell’ordinanza. Poiché i valori limite esistenti non sono interessati dalla revisione, il livello di prevenzione resta invariato.

Inoltre, è stata introdotta una base legale che consente la valutazione adeguata delle cosiddette antenne adattive (beam forming antennas), la cui utilizzazione dovrebbe aumentare in futuro.
Un gruppo di lavoro sotto l’egida dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha inoltre il compito di esaminare le esigenze e i rischi a medio e lungo termine delle radiazioni della telefonia mobile, in particolare in relazione all’introduzione della 5G.

Il Consiglio federale ha inoltre approvato la modifica dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim), che viene adeguata al diritto europeo e agli accordi internazionali modificati. Per diverse sostanze sono state emanate nuove norme su restrizioni e divieti e sono state fatte modifiche alle prescrizioni sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.

il Consiglio federale ha approvato una modifica dell’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc). Dal 2028 i piccoli impianti di depurazione delle acque di scarico dovranno essere potenziati con un livello di depurazione supplementare per l’eliminazione di sostanze in tracce.

La Società Svizzera dell’Industria del Gas e delle Acque (SSIGA) e l’associazione Dark-Sky Switzerland (DSS) sono ora legittimate a ricorrere nel settore ambientale.

Non appena i sistemi di scambio di quote di emissione (SSQE) svizzero ed europeo saranno collegati, in quello svizzero dovranno essere incluse le emissioni di gas serra del traffico aereo nazionale. (Fonte: admin.ch)

Photo: Pixabay.com

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