Wednesday, 20/11/2019 | 7:39 UTC+1
Circolo Svizzero

Svizzera: studio su cambiamenti climatici e infrastrutture

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Uno studio presentato dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) in occasione dell’annuale Giornata delle infrastrutture tenutasi a Zurigo il 10 ottobre 2019, evidenzia come a causa dei cambiamenti climatici, le ondate di caldo, le frane e il crollo di pareti rocciose sono più frequenti, e di conseguenza anche i danni a strade e rotaie; nel contempo, a causa delle elevate temperature e della siccità, i proventi delle centrali idroelettriche diminuiscono. La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha annunciato un piano d’azione che mira a proteggere le infrastrutture dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici hanno un impatto negativo sulla salute delle persone, sui proventi dell’agricoltura nonché sulle specie animali e vegetali e a causa delle elevate temperature, delle precipitazioni irregolari e delle estati secche, anche la produzione di energia delle centrali nucleari e di quelle idroelettriche diminuisce, Le ripercussioni sulle infrastrutture dei trasporti e sull’approvvigionamento energetico, preò, godono di poca considerazione nell’opinione pubblica.

In occasione dell’annuale Giornata delle infrastrutture promossa dal DATEC l’ economista Christian Jaag ha stimato che verso il 2050 le perdite per l’economia energetica si aggireranno attorno a mezzo miliardo di franchi.

I cambiamenti climatici avranno ripercussioni anche sulle infrastrutture dei trasporti: colate detritiche, inondazioni o frane danneggiano strade e rotaie. Christian Jaag stima questi danni attorno a un paio di centinaia di milioni di franchi. “Le temperature elevate rendono necessari investimenti in infrastrutture stradali resistenti al calore, allo stesso tempo però riducono i danni provocati dal freddo”. Jaag fa notare che i costi provocati dai cambiamenti climatici nell’ambito delle infrastrutture presentano ancora molte lacune e le previsioni vanno pertanto trattate con cautela.

Per la consigliera federale Sommaruga lo studio rappresenta un campanello d’allarme per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. I danni provocati dai cambiamenti climatici alle infrastrutture statali pongono i tre livelli statali di fronte a nuove sfide. Per i Cantoni piccoli e i Comuni finanziare le riparazioni e i lavori di prevenzione potrebbe risultare arduo. Il Capo del DATEC ha annunciato l’adozione di un piano d’azione per l’adeguamento ai cambiamenti climatici, comprendente misure volte a proteggere le infrastrutture statali.

È inoltre previsto un programma di ricerca per migliorare le conoscenze di base. La necessità di ridurre le emissioni di CO2 resta tuttavia un aspetto centrale per la politica climatica nazionale e internazionale, poiché solo in questo modo è possibile far fronte ai cambiamenti climatici. La Consigliera federale ha ribadito di essere convinta che la riduzione delle emissioni a effetto serra sia la misura più economica ed efficace per proteggere le infrastrutture. Sarà perciò necessario adottare una legge sul CO2 più incisiva nonché promuovere l’energia idrica e solare e i flussi finanziari rispettosi del clima. Fonte: admin.ch

Photo: Pixabay

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