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Nel dicembre 2025 l’indice totale dei prezzi alla produzione ed all’importazione in Svizzera è sceso dello 0,2% rispetto a novembre, attestandosi a 104,3 punti (base dicembre 2020 = 100). Su base annua, cioè rispetto a dicembre 2024, il livello dei prezzi dell’offerta complessiva di prodotti indigeni e importati risulta in calo dell’1,8%. A fare il punto è l’Ufficio federale di statistica (UST), che segnala anche che nel 2025 il rincaro annuo medio è stato del –1,0%.

Cosa ha spinto giù l’indice nel mese di dicembre

Guardando ai movimenti congiunturali (mese su mese), l’UST evidenzia che l’indice dei prezzi alla produzione ha risentito soprattutto di prezzi in diminuzione per prodotti petroliferi e latticini. Sul fronte dell’importazione, la flessione rispetto a novembre 2025 è stata trainata in particolare da preparati farmaceutici, oltre che da petrolio greggio e gas naturale.

In parallelo, sono stati osservati prezzi più bassi anche per prodotti petroliferi, autoveicoli e parti di ricambio e computer. In controtendenza, invece, sono aumentati i prezzi di metalli e semilavorati in metallo e quelli di ortaggi, meloni e patate.

Il bilancio del 2025: prezzi medi in calo, soprattutto per i farmaceutici

Il dato forse più interessante, perché “fa media” su tutto l’anno, è il –1,0% del rincaro annuo medio 2025. L’UST lo attribuisce principalmente alla contrazione dei prezzi dei prodotti farmaceutici. In diminuzione anche prodotti petroliferi, energia elettrica e gas, mentre si registra un aumento per i prodotti alimentari.

Nella scomposizione, i prezzi dei prodotti indigeni risultano scesi dello 0,4%, quelli all’importazione del 2,2%. E nel confronto storico recente: nel 2024 il rincaro annuo medio era –1,7%, mentre nel 2023 era +0,2%.

Perché questo dato interessa anche chi non fa statistica

Questo indice è un termometro utile perché intercetta pressioni sui prezzi “a monte” (produzione e import), che possono poi riflettersi, almeno in parte, sui prezzi al consumo o sui margini delle imprese. Il fatto che a pesare siano stati farmaceutici ed energia aiuta a leggere meglio dove si sta scaricando la tensione sui costi lungo la filiera.

Se vuoi, lo adatto in versione più “giornalistica” con occhiello, titolo breve e un box con i numeri chiave (0,2%, 104,3, –1,8%, –1,0%).

Fonte: Ufficio federale di statistica