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L’Esercito svizzero prosegue nell’attuazione delle misure introdotte per contrastare la discriminazione e la violenza sessualizzata. Secondo il rapporto intermedio 2026, tutte le 16 misure supplementari definite dal Comando dell’esercito sono state elaborate: otto risultano già implementate, sette sono in fase di attuazione e una registra un ritardo.

Il pacchetto di interventi era stato adottato dopo la pubblicazione, nell’ottobre 2024, dello studio «Discriminazione e violenza sessualizzata nell’Esercito svizzero in base al sesso e/o all’orientamento sessuale», che aveva evidenziato la necessità di rafforzare ulteriormente prevenzione, sensibilizzazione e tutela delle persone interessate.

Il periodo previsto per l’attuazione delle misure va dal 2025 alla fine del 2027.

Tolleranza zero

Il Comando dell’esercito ribadisce la propria politica di tolleranza zero nei confronti della discriminazione e della violenza sessualizzata.

L’obiettivo dichiarato è creare un ambiente nel quale i militari possano sentirsi sicuri e rispettati. Secondo l’Esercito, questo rappresenta anche un presupposto per una collaborazione fondata sulla fiducia e per l’adempimento affidabile dei compiti assegnati.

Lo studio pubblicato nel 2024 era stato realizzato nell’ambito della Strategia Parità 2030 della Confederazione. Alla rilevazione hanno partecipato 1.126 militari, di cui 764 donne e 362 uomini.

Il 49,6 per cento delle persone intervistate ha riferito esperienze riconducibili alla discriminazione e il 40,1 per cento alla violenza sessualizzata. L’Esercito ha precisato che i risultati relativi alle donne possono essere considerati rappresentativi, mentre quelli riferiti agli uomini hanno carattere indicativo.

Formazione obbligatoria per le reclute

Tra le misure già implementate figura una lezione online obbligatoria di sensibilizzazione.

Dal 1° gennaio 2025 circa 19.500 reclute hanno completato questa formazione. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sui comportamenti discriminatori e sulle diverse forme di violenza sessualizzata e chiarire le regole di comportamento attese all’interno dell’Esercito.

A partire dalla scuola reclute 2/25 è stato inoltre introdotto in maniera capillare un codice di condotta a livello di sezione e compagnia.

È disponibile anche uno strumento di segnalazione anonimo e, nel maggio 2025, è stato istituito un gruppo di lavoro dedicato alla tutela delle vittime.

Sette misure ancora in corso

Sette ulteriori misure sono attualmente in fase di attuazione.

Tra queste figura l’elaborazione di un manuale completo sulle procedure da seguire in caso di discriminazione e violenza sessualizzata.

Il documento dovrà fornire indicazioni chiare sul modo di procedere e contribuire a uniformare la gestione dei casi all’interno delle diverse componenti dell’Esercito.

Un ritardo nell’attuazione

Il manuale era inizialmente previsto soltanto per la componente di milizia. Nel corso dei lavori è stato però deciso di estenderlo a tutte le categorie di personale dell’Esercito.

Secondo il rapporto intermedio, questa scelta deriva dal fatto che discriminazione e violenza sessualizzata non riguardano esclusivamente una singola categoria di personale.

L’ampliamento del campo di applicazione comporta tuttavia un carico di lavoro maggiore e ha determinato uno slittamento dei tempi di attuazione.

Anche il promemoria dedicato ai diritti delle persone interessate sarà elaborato successivamente, sulla base del manuale definitivo.

Lo studio del 2024

La prima indagine era stata svolta tra gennaio e marzo 2023 e pubblicata nell’ottobre 2024.

Erano stati invitati a partecipare complessivamente 3.954 militari: tutte le 2.085 donne allora incorporate nell’Esercito e 1.869 uomini selezionati secondo criteri rappresentativi per lingua ufficiale e categoria di grado.

Hanno risposto 1.126 persone, con una partecipazione del 28,5 per cento.

Lo studio ha rappresentato la prima base scientifica specificamente dedicata alla discriminazione e alla violenza sessualizzata nell’Esercito di milizia e ha costituito il punto di partenza per l’elaborazione delle 16 misure supplementari.

Una nuova indagine per valutarne gli effetti

Il rapporto intermedio 2026 descrive lo stato di avanzamento delle misure, ma non consente ancora di valutarne l’efficacia.

Per questo motivo l’Esercito prevede di ripetere l’indagine sulla discriminazione e sulla violenza sessualizzata, presumibilmente nel 2028.

I risultati saranno confrontati con quelli dello studio pubblicato nel 2024 per verificare l’evoluzione della situazione e valutare l’efficacia delle misure introdotte.

Il rapporto intermedio costituisce quindi soprattutto una verifica dello stato di attuazione: otto misure sono già operative, sette sono in corso e una richiede tempi più lunghi del previsto. La valutazione degli effetti sarà possibile soltanto dopo la nuova rilevazione comparativa.

Fonte: Aggruppamento Difesa

Foto: @svizzeri.ch