Per la prima volta l’intero mercato finanziario svizzero si è sottoposto volontariamente, su iniziativa dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM ed in collaborazione con la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI, ad un test di compatibilità climatica. I risultati di questo test rappresentativo creano trasparenza e sostengono gli sforzi degli istituti finanziari per rendere i loro investimenti clima-compatibili e mostrano primi progressi, ma non raggiungono ancora l’obiettivo per poter attribuire alla piazza finanziaria svizzera un ruolo di primo piano nell’ambito dei flussi finanziari sostenibili.
Nel 2018 il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha mostrato che per prevenire gravi mutazioni negli ecosistemi il riscaldamento globale non deve superare 1,5 °C. Ciò è possibile soltanto se anche gli investimenti e i finanziamenti degli istituti finanziari sono orientati a questo obiettivo.
L’Ufficio federale dell’ambiente UFAM, in collaborazione con la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI, ha effettuato il test di compatibilità climatica secondo il metodo internazionale PACTA. Al test hanno partecipato 179 istituti finanziari, tra i quali per la prima volta anche banche e società di gestione patrimoniale. Rispetto all’ultimo test, effettuato nel 2017, il numero di partecipanti è più che raddoppiato. I risultati sono rappresentativi per l’intero mercato finanziario svizzero.
Nel complesso, gli investimenti della piazza finanziaria svizzera in aziende che producono energia da fonti fossili, come il carbone e il gas, sono oggi quattro volte superiori a quelli nelle aziende che producono energia rinnovabile. L’80 per cento dei partecipanti detiene nel suo portafoglio aziende che estraggono carbone. La piazza finanziaria svizzera sostiene in media un’ulteriore espansione della produzione internazionale di carbone e petrolio. Questo contraddice l’obiettivo climatico.
Tuttavia, si segnalano anche progressi: diversi istituti finanziari hanno incluso nei loro portafogli un numero maggiore di aziende in espansione nell’ambito delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica.
Nel sondaggio che integra il test, oltre due terzi dei partecipanti hanno dichiarato di perseguire una strategia a favore del clima. Tuttavia più della metà degli istituti che sostengono di escludere il carbone dai loro investimenti detiene ancora azioni e obbligazioni di società che estraggono carbone o producono elettricità dal carbone. Sebbene un terzo degli istituti dichiari di tenere conto degli obiettivi in materia di clima e sostenibilità dei propri clienti, solo il 5 per cento affronta regolarmente la questione di propria iniziativa. La maggior parte sonda i propri clienti solo se confrontata con la richiesta di informazioni.
Secondo il Consiglio federale, la Svizzera deve diventare un leader nel settore dei servizi finanziari sostenibili.
Il test di compatibilità climatica viene effettuato con il titolo PACTA 2020 (Paris Agreement Capital Transition Assessment). Il metodo PACTA è un’analisi standard delle azioni globali, delle obbligazioni societarie e dei portafogli di credito.
In tale contesto, i piani di produzione delle aziende incluse nei portafogli sono confrontati con uno sviluppo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) reputa necessario per limitare il riscaldamento massimo a 1,5 °C. L’analisi comprende quattro settori: produzione di energia fossile, produzione di elettricità, trasporti (produzione di automobili, navigazione e trasporto aereo) e industria (cemento e acciaio), per i quali vengono esaminate tecnologie dannose per il clima e alternative clima-compatibili. Oltre ai test, un’indagine qualitativa fornisce spiegazioni sulle strategie d’investimento dei partecipanti rilevanti per il clima. Infine, uno stress test evidenzia i rischi.
fonte: admin.ch
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