Il contributo dei civilisti nelle scuole svizzere è sempre più rilevante e ha un impatto concreto sulla qualità dell’insegnamento. È quanto emerge da una valutazione esterna commissionata dall’Ufficio federale del servizio civile (CIVI), che ha analizzato l’ambito di attività “scuola” a dieci anni dalla sua introduzione.
Lo studio, realizzato dall’INFRAS, evidenzia come i civilisti svolgano compiti fondamentali che, in molti casi, non potrebbero essere garantiti altrimenti, contribuendo sia alle attività didattiche sia a quelle extrascolastiche.
Un sostegno concreto nelle aule
Introdotto nel 2016 dopo un intenso dibattito politico, l’ambito “scuola” del servizio civile copre tutti i livelli, dalla scuola dell’infanzia fino al secondario II. Nel 2024 si contavano 557 istituti riconosciuti, per la maggior parte enti pubblici.
I civilisti operano soprattutto nella scuola primaria, dove si concentra il 72% degli impieghi. Affiancano gli insegnanti durante le lezioni, senza però assumersi la responsabilità diretta dell’insegnamento, e forniscono un supporto prezioso per attività che altrimenti resterebbero scoperte. Il loro contributo permette un accompagnamento più personalizzato degli alunni e una gestione più efficace della quotidianità scolastica.
Oltre all’attività in classe, sono coinvolti in numerose iniziative: mense scolastiche, uscite didattiche, doposcuola ed eventi. Svolgono inoltre compiti amministrativi e di supporto interno.
Benefici per studenti e sistema educativo
La valutazione conferma il forte interesse pubblico di questi impieghi. Il supporto dei civilisti migliora sensibilmente la qualità dell’insegnamento e delle attività extrascolastiche, rafforza le competenze sociali degli studenti e favorisce le pari opportunità.
Un aspetto particolarmente significativo è il loro ruolo come figure di riferimento, spesso giovani e vicine per età agli allievi. Inoltre, lo studio sottolinea che non vi è concorrenza con gli assistenti di classe: le funzioni sono ben distinte e complementari.
Un pilastro del servizio civile
L’ambito scolastico rappresenta anche una componente importante per il funzionamento del servizio civile stesso: nel 2025, il 18,1% dei giorni di servizio è stato svolto nelle scuole.
La distribuzione degli impieghi varia tuttavia da regione a regione, riflettendo esigenze locali diverse. Secondo lo studio, una eventuale abolizione di questi impieghi avrebbe conseguenze negative: molte scuole potrebbero sostituire solo parzialmente i civilisti, con costi più elevati e minore flessibilità, riducendo al contempo attività e offerte di sostegno.
Verso un miglioramento del sistema
Alla luce dei risultati, il CIVI intende introdurre alcune misure di ottimizzazione. In particolare, i corsi di preparazione obbligatori per i civilisti saranno meglio adattati alle esigenze delle scuole, mentre i processi amministrativi verranno ulteriormente digitalizzati.
Nel complesso, la valutazione conferma che l’impiego dei civilisti nelle scuole risponde pienamente agli obiettivi del servizio civile e rappresenta una risorsa preziosa per il sistema educativo svizzero, in un contesto di crescente bisogno di supporto nelle aule.
Fonte: Ufficio federale del servizio civile
