Dopo i colloqui esplorativi delle scorse settimane, entra in una fase più concreta il lavoro della tavola rotonda istituita per affrontare le conseguenze del rogo divampato il 1° gennaio 2026 nel bar Le Constellation a Crans-Montana, nel Canton Vallese. Il presidente Laurent Kurth ha definito i criteri per la selezione dei membri, con l’obiettivo di costruire un organismo capace di rappresentare le vittime e i loro congiunti, ma anche i soggetti chiamati a contribuire a una possibile soluzione.
La tragedia di Crans-Montana ha profondamente scosso la Svizzera e diversi Paesi europei. L’incendio, scoppiato nella notte di Capodanno all’interno del locale, ha causato 41 morti e 115 feriti, molti dei quali in modo grave. Tra le vittime figuravano anche numerosi cittadini stranieri, conferendo alla vicenda una dimensione internazionale e rendendo ancora più complesso il lavoro di assistenza, risarcimento e coordinamento tra autorità, assicurazioni e famiglie.
La tavola rotonda nasce proprio per evitare che le conseguenze civili, assicurative e risarcitorie della tragedia si trasformino in un contenzioso lungo e frammentato. Il Consiglio federale ha nominato Laurent Kurth presidente dell’organismo il 22 aprile 2026. Ex consigliere di Stato del Cantone di Neuchâtel, già responsabile dei settori delle finanze e della sanità, Kurth è stato scelto per la sua esperienza nella gestione di dossier complessi e nella mediazione tra interessi divergenti.
Il compito affidatogli è delicato: favorire un accordo tra vittime, familiari, compagnie assicurative, eventuali altri soggetti chiamati a versare prestazioni e autorità competenti, con l’obiettivo di preparare il terreno a soluzioni stragiudiziali transattive. Si tratta, in altre parole, di creare uno spazio di confronto che permetta di arrivare a risposte più rapide, coordinate ed eque rispetto a un percorso giudiziario ordinario.
Nelle scorse settimane Kurth ha svolto una serie di colloqui esplorativi per definire lo scopo, le modalità di lavoro e la composizione della tavola rotonda. Al termine di questa fase preliminare sono stati individuati i criteri per la scelta dei membri. La tavola rotonda sarà aperta a persone in grado di rappresentare le diverse esigenze delle vittime e dei loro congiunti, ma anche gli interessi dei soggetti che possono contribuire a una soluzione.
Un elemento centrale sarà la competenza tecnica. Tutti i partecipanti dovranno infatti possedere conoscenze specifiche negli ambiti giuridici interessati: diritto penale, diritto pubblico, diritto sanitario, assicurazioni sociali e responsabilità civile. La complessità della vicenda richiede infatti un approccio multidisciplinare, capace di tenere insieme il procedimento penale, le eventuali responsabilità civili, le prestazioni assicurative, l’assistenza alle vittime e il ruolo delle autorità pubbliche.
Tra i possibili membri figurano avvocati o docenti universitari, indipendentemente dal fatto che abbiano ricevuto o meno un mandato nel procedimento penale; rappresentanti delle assicurazioni sociali, tra cui malattia, infortuni e invalidità; rappresentanti delle assicurazioni private interessate; rappresentanti delle autorità federali, cantonali e comunali; nonché associazioni che rappresentano un numero significativo di vittime.
Sul piano istituzionale, la partecipazione dovrebbe coinvolgere autorità federali come l’Ufficio federale di giustizia, l’Ufficio federale della sanità pubblica e l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, insieme al Cantone Vallese e al Comune di Crans-Montana. Questo assetto riflette la natura composita della vicenda: non si tratta solo di stabilire eventuali responsabilità, ma anche di garantire il coordinamento tra assistenza, indennizzi, coperture assicurative e possibili soluzioni transattive.
La selezione dei membri dovrà però trovare un equilibrio difficile. Da un lato, è necessario che le vittime e i loro congiunti possano far valere le proprie richieste in modo adeguato e contribuire in maniera determinante a una soluzione. Questo spingerebbe verso una composizione ampia, capace di rappresentare la pluralità delle situazioni personali e familiari colpite dal rogo. Dall’altro lato, per lavorare in modo efficace e non disperdere il confronto, la tavola rotonda dovrà mantenere un numero relativamente ristretto di partecipanti.
È proprio su questo punto che si giocherà una parte importante del successo dell’iniziativa. Una tavola troppo ampia rischierebbe di diventare difficilmente gestibile; una composizione troppo limitata potrebbe invece non restituire pienamente la varietà delle esigenze delle vittime. La proposta di Laurent Kurth dovrà quindi conciliare rappresentatività ed efficienza.
La dimensione stragiudiziale è uno degli aspetti più rilevanti del percorso. Secondo quanto emerso nelle dichiarazioni pubbliche di Kurth, l’obiettivo è evitare procedimenti civili lunghi, che potrebbero protrarsi per molti anni. Un contenzioso esteso, in presenza di un numero così elevato di vittime e feriti, rischierebbe inoltre di produrre disparità di trattamento e di esaurire le risorse disponibili prima che tutte le persone coinvolte possano ottenere una risposta.
La tavola rotonda non sostituisce il lavoro della giustizia penale, che resta di competenza delle autorità giudiziarie. Il suo ruolo è diverso: facilitare il dialogo tra le parti sul piano civile, assicurativo e istituzionale, promuovendo una soluzione coordinata e, per quanto possibile, condivisa. In questo senso, la distinzione tra procedimento penale e ricerca di una soluzione transattiva sarà essenziale per evitare sovrapposizioni e per rispettare l’autonomia della magistratura.
Parallelamente, la Confederazione e il Parlamento hanno previsto un contributo di solidarietà per le vittime del rogo. La legge federale urgente è entrata in vigore il 21 marzo 2026 e prevede un contributo di 50.000 franchi per ciascuna vittima. Questa misura non esaurisce naturalmente il tema dei risarcimenti e delle responsabilità, ma rappresenta un primo riconoscimento istituzionale della gravità della tragedia e della necessità di un sostegno concreto.
La vicenda resta segnata da molte questioni ancora aperte. Le indagini dovranno chiarire le cause precise dell’incendio, le eventuali responsabilità dei gestori del locale, il rispetto delle norme di sicurezza e antincendio, il ruolo delle autorità competenti e l’adeguatezza dei controlli precedenti alla tragedia. Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, alcuni legali delle vittime hanno chiesto che l’indagine si estenda anche alle responsabilità delle autorità locali, in particolare per quanto riguarda i controlli sul locale.
In questo contesto, la tavola rotonda assume un valore non solo tecnico, ma anche umano e istituzionale. Per le vittime e i loro familiari, la possibilità di essere ascoltati e rappresentati in modo adeguato è un passaggio fondamentale. Per le autorità e per gli assicuratori, il confronto può consentire di individuare soluzioni più rapide e ordinate rispetto a una moltiplicazione di cause individuali.
I nomi dei membri della tavola rotonda dovrebbero essere resi noti entro la fine dell’estate. Da quel momento si potrà comprendere meglio quale sarà il perimetro effettivo del lavoro e quale equilibrio verrà trovato tra rappresentanza delle vittime, competenza tecnica e capacità decisionale.
La sfida è complessa: trasformare una tragedia collettiva in un percorso di responsabilità, sostegno e riparazione che non lasci le vittime sole di fronte alla lentezza dei procedimenti. La tavola rotonda non potrà cancellare quanto accaduto, ma potrà contribuire a costruire una risposta più coordinata, più equa e più rispettosa del dolore delle persone coinvolte.
Fonte: Ufficio federale di giustizia
Crans-Montana: Foto:di Angelo Jesus / Unsplash
