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In occasione dell’Assemblea dei delegati del PLR, il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, ha dedicato il proprio intervento al tema della neutralità svizzera e alla votazione del 27 settembre sull’iniziativa per la neutralità.

Il discorso si è aperto con un riferimento alla recente bocciatura della cosiddetta “iniziativa dei 10 milioni”, definita da Cassis un segnale importante di ragionevolezza, contro esperimenti pericolosi e a favore di una Svizzera aperta, ma consapevole dei propri interessi. Tuttavia, ha ricordato il consigliere federale, nella democrazia diretta svizzera “dopo una votazione ce n’è sempre un’altra”: il prossimo appuntamento sarà appunto quello sulla neutralità.

Secondo Cassis, la posta in gioco non riguarda soltanto il concetto di neutralità, ma anche il modo in cui la Svizzera interpreta la propria Costituzione e utilizza uno strumento che le serve da quasi 180 anni. La sua posizione è netta: la neutralità svizzera funziona e, proprio per questo, non ha bisogno di essere reinventata.

Per il capo del DFAE, la neutralità fa parte dell’identità svizzera, della sua storia e del modo in cui il mondo guarda alla Confederazione. Ma non deve essere trasformata in un monumento immobile, né in una formula magica. La neutralità, ha sottolineato Cassis, è prima di tutto uno strumento: uno strumento di politica estera, di sicurezza e di tutela dell’indipendenza nazionale.

Proprio perché si tratta di uno strumento, secondo Cassis non diventa più efficace se viene definito con un numero crescente di parole nella Costituzione. Al contrario, ogni formulazione eccessiva rischia di generare nuove ambiguità, nuovi conflitti interpretativi e nuovi vincoli alla capacità d’azione della Svizzera.

Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato il rapporto tra politica quotidiana e Costituzione. Cassis ha osservato che una Costituzione non deve diventare un commento alla politica del momento, né una sorta di lettera di protesta contro una decisione del Consiglio federale. Le scelte del Governo possono e devono essere discusse, criticate e contestate: questo fa parte della democrazia. Ma, secondo il consigliere federale, non ogni disaccordo politico deve tradursi in una modifica costituzionale.

Il riferimento è alla decisione della Svizzera di riprendere le sanzioni contro la Russia dopo l’aggressione militare all’Ucraina. Cassis ha riconosciuto che quella scelta può essere oggetto di dibattito, ma ha respinto l’idea che la risposta debba consistere nel restringere la neutralità nella Costituzione in modo tale da limitare la capacità della Svizzera di reagire a crisi future.

È questo, secondo Cassis, il rischio principale dell’iniziativa: promettere chiarezza, ma produrre nuova incertezza; promettere protezione, ma ridurre il margine di manovra; promettere indipendenza, ma spingere la Svizzera verso l’isolamento.

Nel suo intervento, il consigliere federale ha insistito sulla credibilità internazionale della Svizzera. La Confederazione, ha spiegato, non è rispettata nel mondo perché la sua neutralità è descritta in formule lunghe e rigide, ma perché sa mantenere una linea coerente, parlare con tutti, offrire buoni uffici e rendersi utile nei contesti diplomatici più complessi.

Cassis ha richiamato il ruolo di Ginevra internazionale, la presidenza svizzera dell’OSCE a Vienna, i buoni uffici e i contatti discreti che la Svizzera è in grado di facilitare proprio perché neutrale, credibile e capace di agire. È questa, a suo avviso, la vera forza della neutralità svizzera: non un principio ideologico chiuso in una formula rigida, ma una neutralità intelligente, responsabile e adattata al mondo reale.

Il capo del DFAE ha quindi respinto l’idea di una “neutralità rumorosa”. La neutralità svizzera, ha affermato, ha funzionato perché non è mai stata cieca, ma è stata applicata con misura, prudenza, intelligenza e senso della realtà. La Svizzera, secondo Cassis, non ha bisogno di una neutralità più appariscente, ma di una neutralità forte. E una neutralità forte deve restare capace di agire.

Il contesto internazionale, ha ricordato, è sempre più instabile. Guerre, logiche di potenza, pressioni economiche e incertezza rendono il mondo più complesso. Proprio per questo, secondo Cassis, sarebbe un errore limitare oggi la capacità di azione della Svizzera o indebolire uno strumento che ha dimostrato la propria utilità nel tempo.

Il messaggio finale del consigliere federale è stato chiaro: la Svizzera è stata neutrale, è neutrale e resterà neutrale. Ma proprio per difendere efficacemente questa neutralità deve poter restare flessibile, credibile e operativa.

Per queste ragioni, il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa sulla neutralità. Cassis ha concluso invitando i delegati del PLR a portare questo messaggio all’esterno con convinzione, chiarezza e “bussola liberale”: no a una neutralità rigida, no a un esperimento inutile, no all’iniziativa sulla neutralità.

Fonte: Dipartimento federale degli affari esteri

Foto: @svizzeri.ch