È stata aperta il 6 luglio 2026 la procedura di consultazione relativa all’iniziativa parlamentare 25.403, che propone una modifica della legge sulle scuole svizzere all’estero. La consultazione resterà aperta fino al 1° novembre 2026 e riguarda un tema centrale per il futuro della rete scolastica svizzera nel mondo: il reclutamento, l’assunzione e la mobilità dei docenti e dei dirigenti scolastici svizzeri.
La proposta prevede di integrare l’attuale legge affinché, in futuro, insegnanti e dirigenti possano essere assunti a livello centrale in Svizzera e successivamente distaccati presso scuole svizzere all’estero riconosciute. L’obiettivo dichiarato è migliorare le condizioni di assunzione del personale svizzero, facilitare il reclutamento e rendere più attrattiva la possibilità di svolgere un periodo professionale all’estero.
Le scuole svizzere all’estero rappresentano uno strumento importante della presenza culturale ed educativa della Confederazione nel mondo. La legge federale sulla diffusione della formazione svizzera all’estero disciplina il sostegno a queste scuole e ad altre forme di promozione della formazione svizzera fuori dai confini nazionali. Tra gli scopi della legge vi sono la diffusione della formazione e della cultura svizzere, il rafforzamento dei legami dei giovani Svizzeri all’estero con la Confederazione e l’avvicinamento dei giovani dei Paesi ospitanti alla Svizzera e alla sua cultura.
Attualmente, secondo il Dipartimento federale degli affari esteri, sono 17 le scuole svizzere all’estero riconosciute dalla Confederazione. Queste istituzioni devono soddisfare le condizioni previste dalla legge e dall’ordinanza di applicazione, offrendo un livello d’insegnamento comparabile a quello svizzero. Le scuole svizzere all’estero riconosciute sono sostenute da Cantoni di patronato, che forniscono accompagnamento pedagogico e contribuiscono a mantenere il legame con il sistema educativo svizzero, con particolare riferimento anche alla formazione generale del livello secondario II.
La questione del personale docente è particolarmente sensibile. Le scuole svizzere all’estero devono garantire un insegnamento coerente con i piani di studio svizzeri e, in diversi ambiti, fare ricorso a personale abilitato all’insegnamento in Svizzera. Tuttavia, il reclutamento di docenti e dirigenti disponibili a trasferirsi all’estero può risultare complesso, soprattutto quando le condizioni contrattuali, previdenziali e professionali non sono sufficientemente chiare o competitive.
La modifica proposta mira proprio a intervenire su questo punto. Un sistema di assunzione centralizzata in Svizzera, seguito dal distacco presso le scuole riconosciute, potrebbe offrire maggiore sicurezza giuridica e professionale al personale interessato. Potrebbe inoltre rendere più semplice per le scuole trovare docenti qualificati, favorendo una maggiore mobilità tra Svizzera e istituti scolastici all’estero.
Il tema ha anche una dimensione strategica. Le scuole svizzere all’estero non sono soltanto istituti scolastici privati con un legame con la Confederazione: sono luoghi di diffusione della lingua, della cultura, della qualità formativa e del modello educativo svizzero. In molti casi accolgono non solo giovani Svizzeri residenti all’estero, ma anche allievi del Paese ospitante o di altre nazionalità, contribuendo così alla visibilità internazionale della Svizzera.
Secondo dati riportati da SwissCommunity, le scuole svizzere riconosciute all’estero accolgono complessivamente circa 7.800 allievi, distribuiti in nove Paesi e tre continenti. Una parte molto significativa degli studenti non ha cittadinanza svizzera: questo conferma che tali scuole svolgono anche una funzione di ponte culturale e formativo tra la Svizzera e le società in cui operano.
La consultazione aperta il 6 luglio consentirà a Cantoni, associazioni, scuole, organizzazioni interessate e altri destinatari di esprimersi sulla proposta. Tra i punti che potranno emergere vi sono la ripartizione delle competenze tra Confederazione, Cantoni patroni e scuole, il finanziamento del nuovo modello, le condizioni contrattuali dei docenti distaccati e l’impatto sull’autonomia gestionale degli istituti.
La modifica della legge si inserisce in un contesto nel quale l’educazione internazionale è sempre più competitiva. Le scuole svizzere all’estero devono mantenere elevati standard qualitativi, garantire continuità pedagogica e allo stesso tempo attrarre personale qualificato in un mercato globale della formazione sempre più dinamico. Migliorare le condizioni di assunzione dei docenti svizzeri può quindi diventare un fattore determinante per la stabilità e la qualità dell’offerta educativa.
La consultazione si concluderà il 1° novembre 2026. Al termine, le commissioni parlamentari potranno valutare le osservazioni ricevute e definire i passi successivi dell’iter legislativo. Se approvata, la modifica potrebbe rafforzare uno degli elementi più delicati del sistema delle scuole svizzere all’estero: la capacità di garantire personale qualificato, motivato e stabilmente collegato al sistema educativo svizzero.
In questo senso, l’iniziativa non riguarda soltanto il contratto di lavoro degli insegnanti. Tocca un tema più ampio: il modo in cui la Svizzera intende promuovere la propria formazione, la propria cultura e il proprio modello scolastico nel mondo, assicurando alle scuole riconosciute strumenti adeguati per affrontare le sfide dei prossimi anni.
Fonte: Cancelleria federale svizzera
foto: @svizzeri.ch
