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Svizzera e Italia: Comunità Svizzere Italiane soggetti/attori del nuovo progetto comune “euromediterraneità”.
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Svizzera ed Italia, paesi  diversi, accomunati dalla voglia di creare nuove realtà lavorative e sociali, nonostante alcuni recenti risultati elettorali.

Per raggiungere tale obiettivo, la Comunità Svizzera di Roma (CSR) ha attivato, da circa 3 anni, un’azione informativa/formativa tra istituzioni, mondo economico e culturale italiano e potenzialità di offerte tecnico – scientifiche e imprenditoriali espresse dal mondo elvetico.

I risultati sono maturati lentamente ma, nel nuovo scenario di accordi italo – svizzeri, sono elementi strategici e fondamentali su cui costruire dei rapporti solidi e validi.

Helvetia Salus, Rome Swiss Network, ASD sono strumenti che il Circolo Svizzero di Roma sta sviluppando in collaborazione con l’Associazione della Piccola e Media Impresa Euromediterranea – APIEUROMED e la Scuola Universitaria Professionale Svizzera Italiana – SUPSI, per proporsi collegialmente e unitariamente  come soggetti/attori attivi nei rapporti tra Italia e Svizzera inserendoli, ancor più,  nel contesto euromediterraneo, specie per le aree tecnico – scientifica e socio – economica.

Per un paese senza sbocchi sul mare come la Svizzera la cooperazione nell’ambito dell’euromediterraneità è particolarmente importante.

La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione – SEFRI, ad esempio, finanzia il 4,4 % del budget globale della Commission Internationale pour l’Exploration Scientifique de la Mer Mediterranee – CIESM, pari a circa 910 000 euro all’anno.

Il Circolo Svizzero Roma – CSR, la Scuola Universitaria Professionale Svizzera Italiana – SUPSI, l’Associazione della Piccola e Media Impresa Euromediterranea – APIEUROMED, Helvetia Salus, Roma Swiss Network e ASD, unendo le forze e collegandosi alle Comunità scientifiche e socio – economiche italiane propongono l’asse Italia – Svizzera come nuovo pontile d’Europa nel bacino mediterraneo “lanciato” verso i nuovi paesi emergenti ed in via di sviluppo. Perchè le vere domande da porsi sono: è sufficiente il numero di grandi ricercatori? è necessaria una nuova strategia? cosa si sarebbe potuto e dovuto fare? la Commissione europea avrebbe potuto fare di più?

La SUPSI, riconosciuta come modello nell’utilizzo e la gestione dei finanziamenti europei, è in grado di rispondere, in parte a questi quesiti, attraverso una serie di progetti e tecnologie di produzione industriale, algoritmi di ottimizzazione, protocolli di comunicazione. Attraverso di essi è stato possibile  sviluppare una innovazione su grande scala, fino al “technology transfer” presso aziende piccole o medie del territorio svizzero; con relativa commercializzazione di prodotti, moltiplicando quindi lo sforzo economico iniziale. Fornendo risultati misurabili in posti di lavoro e indotto produttivo.

Partendo da queste vittorie, l’Ambasciata Svizzera a Bruxelles, ha proposto di utilizzare il modello SUPSI, come caso di studio delle complementarietà tra i programmi europei e gli strumenti di finanziamento svizzeri.

L’immaginazione e la creatività italiane coniugate alla cultura applicativa imprenditoriale ed economica finanziaria svizzera, il “Modello SUPSI”, per creare una nuova generazione di “giovani imprenditori/manager” nelle aree territoriali locali in cui sono presenti Comunità svizzere interessate e sensibili al programma proposto: una “Casa Helvetia”, in cui l’innovazione è tradizione.

Fabiana Traversi