Monday, 21/5/2018 | 7:00 UTC+2
Circolo Svizzero

Vittime misure coercitive: chiude la Tavola rotonda

La Tavola rotonda istituita in relazione alle misure coercitive a scopo assistenziale e ai collocamenti extrafamiliari prima del 1981, ha portato a termine i sui compiti ed ha tenuto, a Berna, la sua ultima seduta ieri 8 febbraio 2018.

La Tavola rotonda era stata istituita dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga nel giugno del 2013 ed era composta, in pari numero, da vittime delle misure coercitive e da rappresentanti delle autorità federali, cantonali e comunali e da organizzazioni che si occupano del caso. Il lavoro di questo organo ha contribuito in modo determinante a provvedere alla rielaborazione esaustiva delle misure, delle sofferenze e delle ingiustizie patite dalle vittime.

Dagli inizi del ‘900 «fino al 1981 decine di migliaia di bambini, adolescenti e giovani adulti sono stati collocati in istituto o a servizio presso aziende artigianali o agricole oppure internati oppure internati, su decisione amministrativa, in istituti chiusi o addirittura in penitenziari, talvolta senza decisione giudiziaria. Non di rado in questi luoghi hanno patito violenze fisiche e psichiche, sfruttamenti, maltrattamenti e abusi sessuali. Le donne potevano vedersi costrette ad acconsentire ad abortire, a farsi sterilizzare o a dare in adozione il proprio figlio. Alcuni bambini e adolescenti hanno subito sperimentazioni farmacologiche negli istituti».

La Tavola rotonda durante questi anni di lavoro ha portato a compimento i suoi compiti: ha sostenuto l’istituzione di servizi di contatto nei Cantoni, emanato delle raccomandazioni riguardo alla tutela e all’accesso degli atti e istituito un fondo di aiuto immediato; nel 2014 ha adottato un rapporto che proponeva alle autorità politiche di adottare delle misure ed ha accompagnato il processo decisionale e l’attuazione della legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e ai collocamenti extrafamiliari prima del 1981.

I compiti che ancora restano da assolvere saranno svolti dal nuovo settore specializzato dell’UFG, Ufficio generale di giustizia, dalla commissione consultiva per il contributo di solidarietà e dai servizi di contatto cantonali.

Finora all’UFG sono state presentate 5261 domande ed i primi contributi sono stati versati a gennaio ed altre ne arriveranno fino alla scadenza dei termini di presentazione. Le persone che ritengono di essere state vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari possono presentare la loro domanda entro il termine legale del 31 marzo 2018.

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