Due nuove mostre temporanee: Ruth Frauenfelder – Da Gaspard a Gilgamesh e Inanna e i burattini italiani Burattini e Fantoccini al Museo svizzero della Marionetta.
A Ginevra, la marionettista Ruth Frauenfelder dà vita nel 1978 al burattino Gaspard, generoso e impertinente che si ispira alla tradizione tedesca del Kaspertheater e dopo aver studiato il teatro delle ombre a Bali l’artista inizia mettere in scena racconti e fiabe animandoli con delle sagome da lei stessa create. Con questa stessa tecnica Frauenfelder porta sulla scena l’epica mesopotamica, nel 1988 con l’epopea di Gilgamesh e nel 1992 il mito della dea Inanna.
Fondato da Jean Bindschedler e Marie-José Aeby, all’epoca burattinai in Rue de la Samaritaine a Friburgo, il Musée suisse de la marionnette è stato inaugurato nel 1985. Il nucleo della collezione è stato raccolto dai due artisti nel corso dei loro viaggi. Da allora è stato arricchito da numerose donazioni. La collezione conta oltre 4’000 pezzi e dal 2000, il Museo, il Teatro e il Caffè sono riuniti sotto lo stesso tetto e gestiti da una fondazione privata.
Il Museo svizzero delle marionette presenta ogni anno due nuove mostre temporanee delle sue ricche collezioni. Quest’anno ha visto l’inaugurazione delle due nuove mostre temporanee: Ruth Frauenfelder – Da Gaspard a Gilgamesh e Inanna e le marionette italiane Burattini e Fantoccini. Inoltre il museo presenta, come consuetudine, le marionette del mese che in questa occasione sono due marionette storiche, due personaggi emblematici del teatro delle marionette iraniano: Pahlavan Kachal et Mobarak,
Pahlavan Kachal, personaggio del teatro delle marionette iraniano, è diffuso soprattutto nelle regioni orientali dell’Iran. Il personaggio può essere accostato al Pulcinella e al personaggio egiziano di Aragoz. Alcuni lo considerano addirittura un possibile antenato del Karageuz turco. Come i suoi cugini europei e turchi, è gobbo. Dotato di un forte spirito critico, Pahlavan Kachal è beffardo e condanna senza appello l’ipocrisia, compresa quella dei religiosi, il che gli è valso di essere messo al bando per un certo periodo. Difende l’onore del popolo contro i cattivi che combatte con coraggio e finisce sempre per vincere.
Mobarak, personaggio comico del teatro delle marionette iraniano, ha il viso dipinto di nero e indossa un costume rosso. Il personaggio di Mobarak appare in un gran numero di spettacoli e, nonostante le sue origini africane, parla persiano. Astuto e dal cuore d’oro, denuncia la disonestà e combatte la malvagità e l’ingiustizia mentre scherza con il suo maestro, il morshed (letteralmente, il maestro spirituale), che lo accompagna durante la rappresentazione degli spettacoli e funge da tramite tra il mondo delle marionette e quello del pubblico. Indisciplinato, beffardo, aggressivo,
Mobarak si confida con il morshed, seduto all’esterno del teatrino, interagendo al contempo con gli altri personaggi della storia. Indisciplinato, beffardo, aggressivo, Mobarak si confida con il morshed seduto fuori dal teatrino, interagendo al contempo con gli altri personaggi della storia. Se il morshed picchia Mobarak o lo fischia, questi può arrivare persino a urinargli addosso per vendetta e per beffarlo. Mobarak è innamorato di una delle magnifiche ballerine del palazzo. Egli smaschererà l’ipocrisia di Shah Salim e dei potenti. Mobarak rappresenta la gente comune che, attraverso la sua voce e la sua recitazione, protesta contro lo sfruttamento e l’ingiustizia.
