Nel 2025 circa 61.000 persone hanno partecipato a provvedimenti d’integrazione professionale dell’assicurazione invalidità svizzera. Si tratta di 3.300 persone in più rispetto all’anno precedente e di un numero oltre tre volte superiore a quello registrato nel 2008.
I dati pubblicati dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali confermano il progressivo rafforzamento del principio della «priorità dell’integrazione sulla rendita». In base a questo principio, il diritto a una rendita viene esaminato soltanto dopo che sono state valutate e, per quanto possibile, attuate tutte le opportunità d’integrazione professionale.
Le revisioni legislative entrate in vigore nel 2008, nel 2012 e nel 2022 hanno posto un’attenzione crescente sul reinserimento lavorativo, ampliando gli strumenti a disposizione dell’AI per sostenere le persone con problemi di salute nel mantenimento o nel recupero della capacità al guadagno.
Nel corso del 2025 oltre 41.000 persone hanno concluso il processo d’integrazione professionale. Di queste, circa 19.200, pari al 47 per cento, sono state assunte nel mercato del lavoro primario. Altre 7.000 persone, corrispondenti al 15 per cento, hanno recuperato l’idoneità all’integrazione nel mercato del lavoro primario, pur non risultando ancora assunte.
Per circa 14.900 persone, pari al 34 per cento, l’integrazione professionale non è stata, o non è stata ancora, possibile per varie ragioni. Nel complesso, i risultati risultano leggermente migliori rispetto all’anno precedente.
Il monitoraggio dell’AI consente inoltre di valutare la situazione delle persone a un anno dalla conclusione del percorso. Tra le circa 23.000 persone che avevano terminato un provvedimento d’integrazione nel 2023, circa 13.600, pari al 58 per cento, risultavano un anno dopo in grado di conseguire un reddito senza beneficiare di una rendita. Per coloro che avevano concluso il percorso nel 2022, la quota era stata del 46 per cento, corrispondente a circa 12.900 persone.
Alla crescita dei provvedimenti è corrisposto anche un aumento delle risorse impiegate. Nel 2025 le spese per l’integrazione professionale hanno raggiunto 979 milioni di franchi, rispetto agli 892 milioni del 2024. Nello stesso anno, circa 37.000 persone hanno beneficiato di indennità giornaliere, per una spesa complessiva di 780 milioni di franchi.
Un ulteriore dato riguarda le nuove richieste di prestazioni. Nel 2024 circa 77.000 persone di età compresa tra i 15 anni e l’età di riferimento per la pensione hanno presentato una nuova domanda all’AI. Di queste, circa 64.000 hanno richiesto un provvedimento d’integrazione professionale o una rendita, con un aumento di 2.300 casi rispetto al 2023.
Le malattie psichiche si confermano la principale causa d’invalidità tra i beneficiari dei provvedimenti d’integrazione professionale. Nel 2025 hanno riguardato il 55 per cento dei casi, seguite dalle malattie delle ossa e degli organi locomotori, con il 14 per cento, dalle infermità congenite, con il 12 per cento, e dagli infortuni, con l’8 per cento. Rispetto al 2024, la composizione non ha registrato variazioni significative.
I provvedimenti d’integrazione professionale dell’AI comprendono quattro principali categorie di intervento. La prima riguarda la consulenza e l’accompagnamento dell’assicurato e, quando necessario, del datore di lavoro. Seguono i provvedimenti d’intervento tempestivo, che possono includere adeguamenti del posto di lavoro, corsi di formazione, orientamento professionale, collocamento e misure di riabilitazione socioprofessionale.
Sono inoltre previsti provvedimenti di reinserimento destinati a preparare la persona all’integrazione lavorativa e specifici provvedimenti professionali, quali la prima formazione, la riformazione professionale, il lavoro a titolo di prova, la fornitura di personale a prestito, gli assegni per il periodo d’introduzione e altre forme di sostegno.
I dati del 2025 mostrano dunque che un numero crescente di persone accede agli strumenti d’integrazione dell’AI e che una parte rilevante riesce a rientrare nel mercato del lavoro o a recuperare l’idoneità al reinserimento.
Separatamente dai risultati sull’integrazione professionale, l’UFAS ha richiamato in altri documenti anche l’attenzione sulle prospettive finanziarie complessive dell’assicurazione invalidità. Si tratta tuttavia di un tema distinto, che riguarda la sostenibilità generale del sistema e non modifica i risultati positivi registrati nel 2025 sul versante dell’integrazione lavorativa.
Fonte: Ufficio federale delle assicurazioni sociali
