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L’8 marzo 2026 i cittadini svizzeri si esprimono sull’iniziativa popolare « 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) ».

Le economie domestiche pagano oggi un canone radiotelevisivo di 335 franchi all’anno. Anche le imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto pagano un canone, se la loro cifra d’affari è pari o superiore a 500 000 franchi; l’importo è stabilito in base alla cifra d’affari. Con il canone è finanziato principalmente il mandato di servizio pubblico della Società svizzera di radiotelevisione (SSR). A seguito dell’iniziativa« 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) », il Consiglio federale ha constatato la necessità di agire e ha elaborato un controprogetto che prevede una riduzione progressiva a 300 franchi del canone delle economie domestiche entro il 2029 e uno sgravio anche per le imprese: dal 2027 continuerà a pagare il canone solo circa il 20 per cento delle imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto. La SSR deve dunque risparmiare e proporre un’offerta ridotta, ma comunque di buona qualità. In talmodo i media privati avranno più margine d’azione.
L’iniziativa intende ridurre i mezzi a disposizione della SSR in misura maggiore rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale. La SSR dovrebbe limitarsi a fornire « un servizio indispensabile alla collettività ». L’iniziativa prevede di ridurre il canone per le economie domestiche a 200 franchi all’anno e di esentare tutte le imprese dall’obbligo di pagarlo. L’iniziativa concerne esclusivamente la SSR; le radio locali e le televisioni regionali che ricevono fondi provenienti dalla riscossione del canone radiotelevisivo non ne sono toccate.

La domanda che figura sulla scheda:
Volete accettare l’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) »?

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento: NO

Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa. A loro avviso si spinge troppo lontano. Anche il controprogetto deciso dal Consiglio federale sgrava le economie domestiche e le imprese; contrariamente all’iniziativa è però moderato, in modo che la SSR potrà continuare a garantire il servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche.

Raccomandazione del comitato d’iniziativa: SI

Secondo il comitato, la popolazione e molte imprese in Svizzera pagano il canone più alto al mondo. Esso ritiene che tale importo non sia giustificato. L’iniziativa sgrava le economie domestiche così come le piccole e medie imprese, lasciando a tutti più denaro per vivere. A suo avviso la SSR dovrebbe inoltre tornare a concentrarsi sul fulcro del suo mandato.

Fonte: admin.ch
foto: pixabay