Nonostante le crescenti tensioni internazionali e l’aumento dei prezzi dell’energia, la Svizzera può contare su un approvvigionamento energetico stabile. È quanto emerso dalla riunione del 17 marzo 2026 del Comitato direttivo per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, presieduto dal presidente della Confederazione Guy Parmelin e dal consigliere federale Albert Rösti.
L’incontro ha riunito i principali attori istituzionali e industriali del settore sotto la guida del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).
Nessun rischio immediato
Secondo il comitato di esperti, allo stato attuale l’approvvigionamento energetico del Paese non è a rischio. Una valutazione che arriva in un contesto internazionale complesso, segnato dall’escalation in Medio Oriente, che ha già provocato un aumento dei prezzi e ripercussioni sulle forniture globali.
Nonostante queste pressioni esterne, il sistema energetico svizzero si dimostra resiliente e in grado di garantire la continuità delle forniture.
Nessun intervento sul mercato
Alla luce della situazione stabile, il Consiglio federale non prevede interventi sul mercato energetico. Attualmente, infatti, non sussistono le condizioni legali per adottare misure straordinarie.
Tuttavia, le autorità confermano che in caso di grave penuria — imminente o già in atto — verrebbero attivate le misure di emergenza già predisposte, tra cui l’utilizzo delle scorte obbligatorie.
Monitoraggio costante e collaborazione
Il Comitato direttivo, istituito nel 2022, continuerà a monitorare da vicino l’evoluzione della situazione e tornerà a riunirsi qualora si profilino cambiamenti significativi.
Ne fanno parte rappresentanti di numerose istituzioni e organizzazioni del settore energetico, tra cui la Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom), la Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES), Swissgrid, Axpo, BKW e Alpiq.
La strategia resta quindi improntata alla cooperazione tra Confederazione, Cantoni e operatori del settore, con l’obiettivo di affrontare in modo coordinato eventuali criticità future.
Un equilibrio da preservare
Il quadro delineato dalle autorità è rassicurante, ma non privo di incognite. L’evoluzione delle tensioni geopolitiche e dei mercati energetici internazionali continuerà infatti a influenzare anche la Svizzera.
Per ora, però, il messaggio è chiaro: il sistema regge e il Paese dispone degli strumenti necessari per reagire tempestivamente in caso di necessità.
Fonte: Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni
foto: pixaby
