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Prosegue il percorso di aggiornamento dell’Accordo agricolo tra Svizzera e Unione europea sul fronte delle indicazioni geografiche. L’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) ha pubblicato nel Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC) l’elenco di 115 indicazioni geografiche registrate nell’Unione europea per le quali Berna valuta il riconoscimento e la protezione anche sul territorio elvetico.

Con la pubblicazione dell’elenco si apre la procedura di consultazione pubblica, che resterà aperta fino al 26 agosto 2026. Entro tale termine Cantoni, persone fisiche e giuridiche interessate e Stati terzi potranno presentare osservazioni motivate sulle denominazioni inserite nella lista.

Terminata la fase consultiva, l’UFAG esaminerà le osservazioni ricevute insieme alla Commissione europea. L’esito del confronto consentirà di definire l’elenco definitivo delle denominazioni da inserire negli allegati dell’Accordo agricolo CH-UE, estendendo così il sistema di protezione reciproca già esistente.

Una tutela contro imitazioni ed evocazioni

Il riconoscimento delle indicazioni geografiche garantisce che le denominazioni protette possano essere utilizzate esclusivamente per prodotti conformi ai rispettivi disciplinari di produzione, contrastando imitazioni, evocazioni e usi impropri sul mercato. Il meccanismo interessa le Denominazioni di origine protetta (DOP), le Indicazioni geografiche protette (IGP) e, per alcuni comparti, le Indicazioni geografiche (IG) delle bevande spiritose.

Per i produttori europei, compresi quelli italiani, l’estensione della tutela in Svizzera rappresenta un ulteriore strumento di valorizzazione commerciale in uno dei principali mercati di sbocco per l’agroalimentare dell’UE.

Il nuovo quadro normativo europeo

L’iniziativa arriva in un momento di profondo rinnovamento della disciplina europea sulle indicazioni geografiche. Dal 2025 è infatti operativo il Regolamento (UE) 2024/1143, che ha riunificato in un unico quadro normativo le regole relative alle DOP, IGP e alle indicazioni geografiche dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli, sostituendo il precedente regolamento 1151/2012 e introducendo procedure più snelle per la registrazione, una maggiore protezione online e un ruolo rafforzato dei consorzi di tutela.

Il regolamento rappresenta oggi la base giuridica anche per le attività internazionali dell’Unione europea in materia di indicazioni geografiche. Lo scorso marzo la Commissione europea ha infatti adottato un elenco di denominazioni da candidare alla registrazione internazionale nell’ambito dell’Accordo di Lisbona dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), confermando la strategia europea di rafforzamento della protezione delle produzioni di qualità sui mercati esteri.

Un passaggio tecnico ma strategico

La consultazione avviata dall’UFAG rappresenta un passaggio tecnico previsto dalle procedure svizzere, ma assume un’importanza strategica per l’aggiornamento dell’elenco delle denominazioni riconosciute reciprocamente tra Berna e Bruxelles. Una volta concluso l’iter, i nuovi nomi entreranno a far parte delle denominazioni ufficialmente protette anche in Svizzera, rafforzando la tutela giuridica delle produzioni certificate europee e contribuendo a una maggiore armonizzazione del sistema di protezione tra i due partner commerciali.

Fonte: Ufficio federale dell’agricoltura

Foto: @svizzeri.ch