Friday, 14/5/2021 | 1:38 UTC+2
Circolo Svizzero

SVIPU n.116 – Circolo Svizzero Pugliese

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SVIPU, il Giornalino del Circolo Svizzero Pugliese, n. 116 è disponibile seguendo questo link.

Anticipiamo la notizia della gita alle Grotte dell’Angelo di Pertosa e alla Certosa di Padula

Domenica 18 giugno, puntualmente alle 6 di mattina, tutti i sedili del pullman della ditta “Ciccimarra” di Cisternino erano occupati e si poteva dare il via per la partenza. Era un gruppo molto misto, con pochi svizzeri e molti “non-svizzeri”, simpatizzanti, amici e conoscenti. Un gruppo simpatico e allegro e pieno di aspettative per una giornata interessante e divertente.

Lasciando la Puglia ed avviandoci attraverso la “Basentana” verso le montagne della Basilicata e poi della Campania, trovavamo un paesaggio completamente diverso di quello pugliese. Era tutto così verde. Quanti boschi di querce, e quanti papaveri ancora in fiore! I paesini in alto sembravano essere stati poggiati lì, sul cucuzzolo delle vette, da una mano invisibile. Molto impressionanti anche le dolomiti lucane, viste da così vicino!!
Dopo quasi quattro ore di viaggio in buona compagnia e con una meritata pausa caffè, siamo arrivati alle Grotte dell’Angelo di Pertosa. Lì ci aspettava già la nostra guida, un bel “giovanotto”. Tutti noi conosciamo le famose Grotte di Castellana in Puglia e quindi eravamo curiosi che cosa ci avrebbero riservato di nuovo queste grotte in Campania. La cosa più affascinante era salire in barca e contemplare in un silenzio quasi assoluto il mondo sotterraneo fatto di stalattiti e stalagmiti, illuminati da luci di diversi colori. La nostra guida ci spiegava tutto in un modo chiaro ed interessante, ed aveva i muscoli abbastanza forti da tirare la corda di acciaio e muovere così la barca piano piano. Qualche volta il passaggio era stretto e qualcuno doveva abbassare la testa e tenere le mani ubbidientemente all’interno della barca. C’erano solo pochi punti, nei quali era permesso fare le foto. Qualcuno mi faceva notare che nel nostro gruppo tutti si erano attenuti a questa regola, da bravi svizzeri, insomma. Negli altri gruppi che incontravamo invece si vedeva di qua e di là qualche “furbo” che infrangeva questa regola sperando di non essere scoperto. Eh, l’influsso della buona educazione civile svizzera…

Alla fine la guida ci faceva vedere una cosa molto particolare: C’era su una parete una stella giudaica con un nome ed una iscrizione in inglese! La guida ci spiegava che durante la seconda guerra mondiale gli inglesi erano stazionati nei pressi della grotta, prima dell’assalto a Monte Cassino. Nell’esercito c’era un soldato giudeo che aveva lasciato la sua iscrizione di ricordo nella grotta.

La nostra seconda tappa era la Certosa di Padula. Dopo un pranzo abbondante, conclusosi con macedonia e caffè, tutto incluso si intende, ci aspettava un altro bel giovane, di nome Benedetto, che riusciva a catturare l’interesse di tutti, nonostante l’ora pomeridiana. La costruzione di questo monastero ebbe inizio nel 1306. L’ordine dei certosini fu fondato nel 1084 da S. Brunone di Colonia, in Francia. E’ uno dei più grandi d’Europa. Fu costruito non solo per motivi religiosi e diplomatici, ma anche per fare un’opera di bonifica delle paludi (da qui il nome Padula). Il complesso monastico crebbe di dimensione e di importanza nel corso dei secoli, fino al dominio Napoleonico, quando gli ordini monastici vennero soppressi.

Dichiarato Monumento Nazionale nel 1882, è stato abbandonato per decenni ed utilizzato come carcere, lazzaretto, caserma, scuola ecc. Dopo un lungo restauro, intrapreso nel 1982 dalla Soprintendenza, nell’anno 1998 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Dopo tanta storia e tante bellezze medievali e barocche ci siamo sentiti veramente arricchiti e soddisfatti. Era arrivata l’ora del ritorno. Ci aspettava ancora un lungo viaggio al tramonto, attraverso un bellissimo paesaggio verdeggiante, passando addirittura sopra la diga di Monte Cotugno, fino a che il sole spariva dietro le montagne e la Puglia ci accoglieva col buio della notte.

Brigitte Streckeisen

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