Thursday, 12/12/2019 | 10:34 UTC+1
Circolo Svizzero

Svizzera: studio Agroscope, batteri e funghi per la vita della Terra

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I ricercatori di Agroscope e dell’Università di Zurigo dimostrano nei risultati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista «Nature Communications» che più la comunità microbica è ricca di specie, più rimangono inalterate le funzioni dell’ecosistema: i nostri terreni filtrano l’acqua potabile e permettono agli alimenti di crescere. Tuttavia, riescono a farlo solo perché contengono migliaia di specie di funghi e batteri che lavorano insieme come gli ingranaggi di un orologio.

Marcel van der Heijden, agroecologo di Agroscope e dell’Università di Zurigo, afferma: «Probabilmente è il primo studio che dimostra come i batteri ed i funghi presenti nei nostri terreni siano organizzati in gigantesche reti le cui funzioni sono molto importanti», «più la rete è interconnessa, più i nostri terreni sono utili all’agricoltura».

In sunto: più specie di batteri e funghi sono presenti nel terreno esaminato, più sostanze nutritive sono assorbite dalle piante e più specie vegetali riescono a crescere. Se, invece, nel terreno ci sono solo pochi microorganismi (o se addirittura sono assenti), crescono solo graminacee e vengono assorbite molte meno sostanze nutritive.

Se le specie di batteri e di funghi sono troppo poche, anche altre importanti funzioni del suolo vanno perse, come l’efficacia nell’utilizzo di nutrienti, la degradazione del materiale vegetale morto o lo stoccaggio del carbonio proveniente dall’atmosfera.

Ai fini dello studio, i ricercatori hanno gradualmente ridotto la diversità delle specie nei campioni di terreno. Sono riusciti a misurare la quantità di protossido di azoto prodotto dai vari tipi di terreno e di azoto prezioso andato perso in questo modo. Hanno inoltre verificato se le reti microbiche del suolo avessero influenzato il dilavamento di importanti sostanze nutritive come l’azoto e i fosfati. I ricercatori hanno poi eseguito un’«analisi del sistema» e controllato varie funzioni in contemporanea. Dai risultati è emerso che quanto più complessa e ricca di specie è la comunità microbica di un terreno, tanto più le funzioni dell’ecosistema rimangono inalterate, a vantaggio dell’agricoltura e dell’ambiente.

I ricercatori hanno prelevato alcuni campioni di terreno da un campo di Zurigo. Per ridurre gradualmente la biodiversità del terreno, hanno utilizzato una serie di setacci a maglia sempre più fine. Di conseguenza, alcuni campioni presentavano la massima diversità di batteri e di funghi, mentre altri ne avevano solo pochissimi o addirittura ne erano privi. Gli esperti hanno poi mescolato i campioni di terreno con terra sterile all’interno di camere chiuse ermeticamente in cui hanno seminato una miscela di erba e trifoglio. Le camere hanno permesso di rilevare lo scambio di gas. Fonte: admin.ch

Photo: Pixabay.com