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Circolo Svizzero

Caffè Dunant nr. 566 del 29 novembre 2019

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Con Caffè Dunant nr. 566 del 29 novembre 2019 riprendono le pubblicazioni del Caffè, newsletter che ripercorre argomenti e notizie di Croce Rossa.

Il Presidente della Federazione della Croce Rossa, Francesco Rocca é “Entusiasta di dare il benvenuto a #Bhutan Red Cross come 192a Società Nazionale del movimento #RedCross #RedCrescent! Non vedo l’ora di accoglierli nell’IFRC durante la nostra Assemblea Generale la prossima settimana a Ginevra.” Il Bhutan è una piccola nazione di 47.000 Kq e circa 700.000 abitanti, situato nella catena himalayana, fra il Tibet (Cina) a nord e l’India a sud. E’ una monarchia costituzionale dal 2007. Molte scene del film Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci furono ambientate nel Rinpung Dzong, il principale dzong (tempio fortificato) della città di Paro (Bhutan).

Ginevra, 28 novembre 2019, dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Goma / Kinshasa / Nairobi

Numerosi violenti attacchi nella Repubblica Democratica del Congo (RD Congo) hanno ucciso, ferito e sfollato molte persone. Tra i morti c’erano quattro soccorritori che operavano per dare una risposta al grave problema dell’ebola.

Il presidente della Croce Rossa della Repubblica Democratica del Congo, Grégoire Mateso, ha dichiarato: “Siamo profondamente rattristati da quanto successo a seguito di violenti attacchi che hanno coinvolto ed ucciso delle persone, tra cui diversi soccorritori che operavano per il problema dell’ebola a Mangina e Biakatou. Siamo anche estremamente preoccupati per l’escalation della violenza a Beni”.

Il picco di violenza nei giorni scorsi ha anche costretto le comunità a fuggire per salvaguardare la loro sicurezza, questo ha facilitato la diffusione del virus nelle aree vicine. Mangina e Biakatou sono le aree dove, al momento, ci sono i tassi più alti di casi di Ebola. Le squadre della Croce Rossa di Beni non sono in grado di viaggiare a causa della violenza in atto e l’insicurezza, questo ha provocato la temporanea sospensione delle attività della Croce Rossa per affrontare il problema dell’ebola in altre aree.

“Negli ultimi mesi abbiamo compiuto importanti progressi nella risposta all’ebola: i casi stanno diminuendo, ci sono meno morti nella comunità e una crescente accettazione e coinvolgimento della comunità nella risposta all’ebola”, ha affermato Jamie LeSueur, Federazione internazionale delle Società della Croce rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) Capo delle Operazioni per la risposta all’ebola. Ma la violenza e l’insicurezza sono i principali fattori che ritardano le nostre azioni e sono una minaccia per l’ inversione di tutti i vantaggi positivi che abbiamo già ottenuto riguardo questo gravissimo problema”.

Più di 1.100 volontari della Croce Rossa della Repubblica Democratica del Congo hanno collaborato con le comunità per affrontare la paura, il sospetto e le preoccupazioni; fare azioni di sepoltura di persone decedute a causa dell’ebola in modo sicuro e dignitoso e contribuire a migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie e nelle carceri. Queste squadre sono state fondamentali per prevenire migliaia di infezioni e salvare molte vite.

“Senza il personale della Croce Rossa ed i volontari che hanno accesso alle aree hot spot, il rischio di diffusione dell’Ebola è estremamente elevato. Siamo preoccupati per ciò che ciò potrebbe significare per il nostro personale in prima linea e i volontari che ogni giorno rischiano la vita per impegnarsi con le comunità colpite” ha affermato Grégoire Mateso “chiediamo a tutti gli attori in campo di portare rispetto per i civili e per i soccorritori umanitari che sono impegnati nell’affrontare il gravissimo problema generato dall’ebola”.

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