Sunday, 31/5/2020 | 7:34 UTC+2
Circolo Svizzero

Coronavirus, la Svizzera risponde alle esigenze umanitarie

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Nella seduta del 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha preso una decisione in merito all’impiego di 175 milioni di franchi stanziati per la lotta contro la pandemia di COVID-19 a livello mondiale. L’importo sarà utilizzato sia per fornire aiuti umanitari che per promuovere lo sviluppo, la produzione e l’accesso equo a diagnosi, terapie e vaccini.

Il 29 aprile 2020 il Consiglio federale ha approvato lo stanziamento di 400 milioni di franchi per la gestione internazionale della pandemia di COVID-19. L’obiettivo è sostenere le persone in condizioni di povertà e di bisogno, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. La Svizzera ha per esempio deciso di concedere un prestito di 200 milioni di franchi al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e di versare un contributo immediato di 25 milioni di franchi al fondo per il contenimento delle catastrofi del Fondo monetario internazionale (FMI). Nella sua seduta del 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha precisato l’utilizzo dei restanti 175 milioni di franchi.

Il Consiglio federale ha deciso di sostenere ulteriori azioni:
– sviluppo e la messa a disposizione di sistemi diagnostici, terapie e vaccini contro il COVID-19: la metà di questi fondi sarà destinata all’organizzazione ‎Gavi, che ha sede a Ginevra ed è specializzata nella fornitura di vaccini nei Paesi in via di sviluppo,‏ mentre il resto andrà alla Fondazione Wellcome Trust e alla Foundation for Innovative New Diagnostics, che promuovono l’accesso alla diagnosi e alle terapie contro il COVID-19 nei Paesi in via di sviluppo;
– fondi per soddisfare il crescente bisogno di aiuti umanitari in tutto il mondo, da un lato al fine di rispondere agli appelli del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e dell’ONU in materia di aiuto d’emergenza e dall’altro per garantire l’aiuto bilaterale;
– fondi a disposizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per il coordinamento della risposta internazionale al COVID-19.

È nell’interesse della Svizzera sostenere in questo modo una risposta internazionale forte a una pandemia che non conosce confini. La decisione in merito all’utilizzo dei fondi fa seguito a una mozione della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale che, per il 2020, chiede un aumento di 100 milioni di franchi dei crediti destinati all’aiuto umanitario.

Il COVID-19 non ha conseguenze soltanto sulla salute, ma anche sulla vita economica e sociale. I Paesi in via di sviluppo sono particolarmente colpiti dal virus: spesso non dispongono di un sistema sanitario efficiente e le persone non hanno risparmi, un’occupazione regolare o un sistema di welfare stabile che possa tutelarle dalla perdita dei mezzi di sussistenza, il che aumenta il rischio di disordini, sfollamenti forzati e migrazione irregolare. La Svizzera ha un grande interesse ad aiutare rapidamente e senza pesantezze burocratiche queste persone che si trovano in condizioni di bisogno e di povertà. Fonte: admin.ch

photo: pixabay

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