Durante la seduta del 22 aprile 2026 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge sulle banche. In futuro, le banche di rilevanza sistemica in Svizzera saranno tenute a coprire interamente le loro partecipazioni in filiali estere con fondi propri di base di qualità primaria. Si tratta di una misura mirata fondamentale per rafforzare la stabilità finanziaria. A partire dall’estate 2026 il Parlamento potrà deliberare sul disegno di legge. Contestualmente alla legge, il Consiglio federale ha adeguato l’ordinanza sui fondi propri. Gli adeguamenti, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027, riguardano la copertura con fondi propri di determinate posizioni di bilancio, in particolare il software.
Attualmente le partecipazioni estere delle banche di rilevanza sistemica non sono sufficientemente coperte con fondi propri di base di qualità primaria. Questo è quanto emerso nel 2023 dalla crisi di Credit Suisse e ha sostanzialmente contribuito al fatto che la banca non sia stata in grado di stabilizzarsi con le proprie forze. In definitiva, oltre all’acquisizione da parte di UBS, è stato necessario un intervento dello Stato per evitare una crisi finanziaria. Questa lacuna nel dispositivo «too big to fail» dovrà quindi essere colmata con una copertura integrale delle partecipazioni estere con fondi propri di base di qualità primaria.
Nella fase di stabilizzazione di una crisi, in cui le banche di rilevanza sistemica possono ancora operare in autonomia, tali banche devono avere la possibilità di alienare tutte le filiali estere o parti di esse senza conseguenze negative sulle quote di capitale della casa madre. Si vuole in tal modo ridurre le probabilità di liquidazione di tali banche, contribuendo così a rafforzare la stabilità delle banche di rilevanza sistemica attive a livello internazionale e quindi anche della piazza finanziaria svizzera. Viene, inoltre, limitato il possibile danno per i contribuenti.
Il progetto concernente la modifica della legge sulle banche tiene conto delle raccomandazioni formulate dalla Commissione parlamentare d’inchiesta.
Nell’ambito della procedura di consultazione, i partecipanti hanno sostanzialmente approvato l’obiettivo del progetto di rafforzare ulteriormente la stabilità finanziaria.
La proposta presentata ora alle Camere federali prevede che in futuro le banche di rilevanza sistemica siano tenute a coprire il valore contabile delle loro partecipazioni nelle filiali estere della casa madre svizzera interamente con fondi propri di base di qualità primaria. Allo stato attuale, invece, circa la metà delle partecipazioni può essere finanziata con capitale di terzi. Oggi ogni perdita di valore registrata sulle filiali estere comporta una diminuzione delle quote di capitale della casa madre svizzera già a partire dal primo franco. La nuova soluzione evita questo problema, contribuendo a ridurre le probabilità di una liquidazione o la necessità di un intervento dello Stato e facendo sì che il rischio venga assunto dagli azionisti e non dai contribuenti. Il Consiglio federale intende introdurre la nuova regolamentazione su un arco di sette anni. La soluzione proposta è appoggiata anche dalla Banca nazionale svizzera (BNS) e dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).
Il Consiglio federale ha stabilito, analogamente alla normativa dell’UE, una durata massima per l’ammortamento del software di tre anni. La nuova regolamentazione è inoltre circoscritta alle banche di rilevanza sistemica.
Fonte: Il Consiglio federale svizzero
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