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Il 28 febbraio 2027 gli elettori svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi su cinque oggetti federali: due iniziative popolari e tre decisioni adottate dal Parlamento contro le quali è stato lanciato con successo un referendum.

Il Consiglio federale ha fissato gli oggetti della votazione nella seduta del 28 ottobre 2026. I temi spaziano dalla protezione degli animali alla naturalizzazione, dagli accordi commerciali all’energia nucleare fino ai salari minimi.

## Divieto di importazione del foie gras

Il primo oggetto è l’iniziativa popolare «Sì al divieto di importazione di foie gras».

L’iniziativa, depositata nel dicembre 2023 con 102.478 firme valide, chiede di inserire nella Costituzione federale un divieto di importazione del foie gras e dei prodotti derivati.

In Svizzera l’alimentazione forzata di oche e anatre è vietata da oltre quarant’anni. Dal luglio 2025 è inoltre in vigore un obbligo di dichiarazione per i prodotti ottenuti mediante alimentazione forzata.

Consiglio federale e Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa.

Il Parlamento ha parallelamente approvato un controprogetto indiretto che sancisce a livello di legge l’obbligo di dichiarazione per prodotti come foie gras, magret e confit ottenuti da animali sottoposti ad alimentazione forzata. Il controprogetto prevede inoltre la possibilità di adottare restrizioni alle importazioni qualora, dopo cinque anni, non si registri una diminuzione delle quantità importate a fini commerciali.

## Un nuovo diritto di cittadinanza

Il secondo oggetto è l’iniziativa popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno», denominata anche «Iniziativa per la democrazia».

La proposta chiede di uniformare a livello federale i requisiti per la naturalizzazione ordinaria.

Secondo il testo dell’iniziativa, avrebbero diritto alla naturalizzazione gli stranieri che risiedono legalmente in Svizzera da almeno cinque anni, non sono stati condannati a una pena detentiva di lunga durata, non compromettono la sicurezza interna o esterna del Paese e possiedono conoscenze di base di una lingua nazionale.

Attualmente per la naturalizzazione ordinaria sono richiesti, tra gli altri requisiti, dieci anni di soggiorno in Svizzera e il possesso di un permesso di domicilio.

L’iniziativa attribuirebbe inoltre alla Confederazione la competenza per uniformare maggiormente la procedura, oggi articolata tra livello federale, cantonale e comunale.

Il Consiglio federale raccomanda di respingerla, ritenendo che riduca eccessivamente i requisiti di naturalizzazione e intervenga in modo troppo ampio nelle competenze dei Cantoni.

## Accordo economico tra AELS e Malaysia

Il terzo oggetto riguarda l’Accordo di partenariato economico tra gli Stati dell’Associazione europea di libero scambio — Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein — e la Malaysia.

L’accordo è stato firmato il 23 giugno 2025 e approvato dal Parlamento svizzero il 19 giugno 2026, ma non è ancora entrato in vigore.

Secondo il Consiglio federale, l’intesa migliora l’accesso delle imprese svizzere al mercato malese e riduce gli svantaggi concorrenziali rispetto alle imprese di Paesi che dispongono già di accordi commerciali con la Malaysia. Il 99,9 per cento delle attuali esportazioni svizzere dovrebbe beneficiare di riduzioni tariffarie, in parte dopo periodi transitori.

Contro l’approvazione parlamentare è stato lanciato un referendum. Il 5 ottobre sono state depositate 60.347 firme, delle quali 59.866 sono risultate valide. La votazione del 28 febbraio deciderà quindi se la Svizzera approverà definitivamente l’accordo.

## Energia nucleare: al voto il divieto di nuove centrali

Il quarto oggetto riguarda la modifica della legge federale sull’energia nucleare approvata dal Parlamento il 19 giugno 2026.

La modifica consentirebbe nuovamente la costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera, eliminando il divieto introdotto nell’ambito della Strategia energetica 2050.

Le centrali nucleari esistenti possono già oggi continuare a funzionare fintanto che ne è garantita la sicurezza; la modifica riguarda invece la possibilità di autorizzarne di nuove.

Contro la revisione è stato lanciato un referendum. La Cancelleria federale ne ha constatato formalmente la riuscita il 19 ottobre 2026, dopo la verifica delle firme presentate.

Saranno quindi gli elettori a decidere se mantenere l’attuale divieto oppure rendere nuovamente possibile la costruzione di nuovi impianti nucleari.

## Salari minimi e contratti collettivi

Il quinto oggetto riguarda la modifica della legge federale sul conferimento del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro.

La modifica approvata dal Parlamento prevede che le disposizioni sui salari minimi contenute in un contratto collettivo di lavoro possano essere dichiarate di obbligatorietà generale anche quando risultano inferiori a salari minimi previsti da norme cantonali imperative.

Un contratto collettivo dichiarato di obbligatorietà generale si applica a tutti i datori di lavoro e ai lavoratori del settore interessato, indipendentemente dall’appartenenza alle organizzazioni che lo hanno sottoscritto.

Anche contro questa modifica legislativa è stato promosso un referendum, la cui riuscita è stata accertata dalla Cancelleria federale il 23 ottobre 2026.

## Due iniziative e tre referendum

La votazione del 28 febbraio presenta quindi una composizione particolarmente articolata.

Per le due iniziative popolari — foie gras e diritto di cittadinanza — sarà necessaria la doppia maggioranza del Popolo e dei Cantoni.

Per i tre oggetti sottoposti a referendum — accordo con la Malaysia, legge sull’energia nucleare e disciplina dei salari minimi nei contratti collettivi — sarà invece sufficiente la maggioranza dei voti espressi a livello nazionale.

Le spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, con le argomentazioni delle autorità e dei comitati promotori o referendari, saranno diffuse prima della votazione del 28 febbraio 2027.

Fonte: Il Consiglio federale svizzero