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Svizzera, vitigni resistenti: il Divico di Agroscope

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Dalla sua omologazione nel 2013, il Divico è diventato il vitigno rosso resistente alle malattie fungine più coltivato in Svizzera. Anche il Divona, un nuovo vitigno bianco resistente lanciato nel 2018, suscita notevole interesse. La selezione di tali varietà è ritenuta un metodo per ridurre o addirittura eliminare l’impiego di prodotti fitosanitari.

Nel 1965, Agroscope lanciò il primo programma di selezione di nuovi vitigni ad alta resistenza alla muffa della vite, una delle malattie più virulente su molte superfici viticole elvetiche. Le prime varietà furono commercializzate nel 1993. Attualmente sulle superfici viticole elvetiche crescono otto varietà (due bianche e sei rosse) che grazie alle caratteristiche di resistenza e all’elevato potenziale qualitativo, oggi ricoprono oltre 915 ettari, ovvero il dieci per cento delle superfici viticole di varietà rossa.

Dal 1996, con il programma di creazione varietale si cercano di ottenere vitigni resistenti anche alla peronospora e all’oidio, mediante incroci classici tra vitigni europei e varietà che presentano fattori di resistenza e provenienti da viti selvatiche americane e asiatiche.

Il Divico, così denominato in onore del condottiero capo delle tribù gallica degli Elvezi, Divicone stato omologato nel 2013 da un incrocio effettuato nel 1997 tra il Gamaret e il Bronner, con i suoi 42 ettari si posiziona al primo posto tra i vitigni resistenti coltivati in Svizzera; il suo fratello minore, il bianco Divona, chiamato così in onore della divinità celtica delle sorgenti, è stato recentemente omologato nel 2018 e desta un vivo interesse.

I vitigni europei classici come il Chasselas, il Pinot nero o il Merlot, che rappresentano oltre il 98 per cento delle superfici viticole in Svizzera e all’estero, sono sensibili a numerose malattie fungine come la peronospora, l’oidio e la muffa della vite. La lotta contro questi agenti patogeni costringe a eseguire 6−10 trattamenti all’anno, indipendentemente dal metodo di produzione, integrato o biologico. L’80 per cento delle sostanze ausiliarie fitosanitarie utilizzate per la viticoltura sono fungicidi. Una massiccia riduzione del loro impiego è possibile solo ricorrendo a vitigni naturalmente resistenti a queste malattie. Selezionate da Agroscope già da diversi anni, queste varietà riscuotono un successo indiscusso e contribuiscono così a sviluppare una viticoltura più ecologica.

L’obiettivo è quello di ottenere varietà con una resistenza praticamente assoluta e stabile. Le prime omologazioni, previste per il 2025, fanno sperare in una viticoltura senza fungicidi. (Fonte: admin.ch)

Photo: Pixabay.com

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