Monday, 2/8/2021 | 12:34 UTC+2
Circolo Svizzero

Anni Venti: Global Change, Triennale di Arti Visive

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Anche questa volta la nostra socia fotografa Maria Adelaide Stortiglione è stata selezionata per partecipare alla IV Esposizione Triennale di Arti Visive nella stupenda sede di Palazzo Borghese, galleria del Cembalo. L’opera che ha esposto è uno strappo con il seguente titolo “Lo strappo sempre presente nelle nostre vite”: dalla nascita con il taglio del cordone ombelicale fino a oggi, con il momento particolare che stiamo vivendo, come rappresentazione di discontinuità e nuovi inizi.

E’ ripartita con la quarta edizione della Triennale di Arti Visive, dal titolo Global Change, Anni Venti, con la partecipazione di oltre duecento artisti italiani e trecento opere esposte in cinque spazi espositivi: Galleria del Cembalo – Palazzo Borgese (Largo Fontanella Borghese 19), Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria 1), Galleria della Biblioteca Angelica (Piazza di S. Agostino 8) Palazzo Velli-Expò (Piazza di Sant’Egidio 10) Medina Rome Art Gallery (Via Angelo Poliziano 32-34-36).

Sostenuta dal Gruppo Start, organizzazione che si occupa di editoria e mostre d’arte internazionali, con il patrocinio morale del Ministero dei Beni Culturali (per quanto riguarda la rassegna presso la Galleria della Biblioteca Angelica), si è tenuta dall’11 al 20 giungo 2021.

La mostra il cui indirizzo artistico è stato definito da Gianni Dunil – già Direttore Artistico nella Biennale di Venezia Arte 2018 per Padiglioni Esteri – e Mario Bernardinello, vanta in ogni sua edizione autorevoli partecipazioni di critici e storici d’arte che ne hanno dato testimonianza. Da Achille Bonito Oliva a Vittorio Sgarbi sino a Philippe Daverio che nell’edizione 2014 ha dichiarato come “il merito della manifestazione romana è quello di coinvolgere numerosissimi artisti, favorendo lo sviluppo dell’arte italiana”.

“ANNI VENTI-Global Change” una finestra visuale sui cambiamenti climatici, sociali e geopolitici di un ventennio assai travagliato, caratterizzato prevalentemente dall’attuale decorso pandemico. Gli artisti mettono in scena con colori, gesti performativi, sculture e scatti fotografici le diverse reazioni individuali di una comunità isolata, scossa e inequivocabilmente travagliata. Si assiste ad una rappresentazione talvolta drammatica, talaltra ironica di uno stato di disagio interiore causato anche dal distanziamento sociale.

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