Saturday, 18/8/2018 | 4:47 UTC+2
Circolo Svizzero

Svizzera: trovata soluzione per lo Staphylococcus aureus

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Un nuovo test genetico sviluppato da Agroscope può rilevare in modo affidabile la presenza dell’agente patogeno di Staphylococcus aureus nei campioni di latte.

L’agente patogeno Staphylococcus aureus rappresenta una minaccia per la detenzione di bestiame lattiero e la produzione casearia, il sottotipo, presente in Svizzera e nei Paesi confinanti, Staphylococcus aureus Genotipo B (Staph. aureus GTB) è altamente contagioso; il metodo migliore per eradicarlo è il risanamento dell’intero gregge. La chiave di volta è un test altamente specifico e dai costi contenuti che può anche essere utilizzato a livello profilattico per monitorare i greggi, evitando il propagarsi della malattia. Ciò permette di ridurre il consumo dei medicamenti ed i costi per le aziende, aumentando al contempo la qualità dei prodotti di origine animale.

I ricercatori di Agroscope hanno cercato un gene, specifico dell’agente patogeno, per realizzare un metodo di analisi veloce e sono riusciti ad individuare questo particolare inserto genetico tramite confronti genomici di vari ceppi che sono stati isolati. Su questa base hanno sviluppato un nuovo test qPCR.

L’agente patogeno Staphylococcus aureus GTB è diffuso in tutta la Svizzera, con variazioni regionali, le aziende più colpite sono gli alpeggi, poiché qui spesso si raggruppano i greggi di aziende diverse e le vacche sono munte in ordine casuale ed è molto facile che durante questo periodo si verifichi una rapida diffusione. Il batterio è inoltre in grado di giungere nel latte tramite la mammella e di formare, a determinate condizioni, le enterotossine resistenti al calore nel formaggio che possono causare nell’uomo dolori allo stomaco, vertigini, diarrea e nausea.

I ricercatori hanno messo a confronto il nuovo test genetico con il procedimento classico in cui sono stati analizzati campioni di latte tramite colture batteriche. «I due processi hanno avuto successo ma il test genetico qPCR è decisamente più rapido, più semplice e più efficiente dal profilo dei costi», afferma il ricercatore di Agroscope Hans Graber. «Siccome il mungitore stesso può raccogliere campioni di latte, non occorre personale altamente qualificato, né campioni di latte asettici come nel procedimento batteriologico. In tal modo è possibile effettuare prelievi anche in grandi greggi durante il consueto processo di mungitura e avere i risultati già il giorno dopo. Inoltre il test è molto sensibile e permette di rilevare lo Staph. aureus GTB nel latte di massa. In tal modo, per la prima volta, i greggi possono essere monitorati facilmente”.

Lo studio ha mostrato che tutte le aziende hanno potuto essere risanate, indipendentemente dalle dimensioni del gregge, dalla razza o dal sistema di mungitura.

Photo: Pixabay.com

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