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Circolo Svizzero

Biblioteca nazionale svizzera: acquisizione dei lasciti Fränkel e Spitteler

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L’Archivio svizzero di letteratura, sezione della Biblioteca nazionale svizzera, ha acquisito il lascito di Jonas Fränkel (1879-1965), a oltre mezzo secolo dalla sua morte. Il lascito comprende anche numerosi manoscritti di Spitteler affidati da quest’ultimo a Fränkel, scambi epistolari con letterati rinomati e importanti documenti relativi all’edizione di opere e all’attività pubblicistica di Fränkel.

Lo studioso di letteratura Jonas Fränkel si distinse come curatore di opere ed epistolari di scrittori tedeschi e svizzeri. Due controversie giudiziarie hanno segnato la sua carriera e fatto sì che questo importante lascito giunga all’Archivio svizzero di letteratura della Biblioteca nazionale svizzera solo a oltre mezzo secolo dalla morte di Fränkel, avvenuta nel 1965.

Nato nel 1879 a Cracovia, dopo essersi inizialmente preparato a una carriera da rabbino, conseguì il dottorato in scienze letterarie nel 1902 all’Università di Berna e, su raccomandazione dello scrittore Carl Spitteler, nel 1921 fu nominato professore straordinario.

I due uomini di lettere erano uniti da una stretta amicizia, consolidata anche da una fruttuosa collaborazione. Per questo motivo Spitteler lo designò anche amministratore del suo lascito, curatore della sua opera omnia e autore della sua biografia.

Dopo la morte di Spiettler la Confederazione, per cui il fondo Spitteler nel 1933 fu il primo lascito ottenuto in donazione, ricorse alla via giudiziaria per far rispettare le condizioni contrattuali volute dalle figlie di Spitteler, ovvero di non concedere a Fränkel l’accesso ai materiali dello scrittore e di dissuaderlo dal progetto di curarne l’opera omnia. Il conflitto culminò in un’azione di polizia del 1948, per trasferire alla Biblioteca nazionale svizzera (BN) i materiali di Spitteler in possesso dello studioso.

Nel 1926 il Governo zurighese incaricò Fränkel di curare una prima edizione critica delle opere di Gottfried Keller. Gli editori dell’opera omnia temettero però un calo delle vendite sul mercato tedesco dopo le critiche nei confronti del regime nazista espresse dallo studioso nel 1939. Ne scaturì una diatriba giudiziaria, a seguito della quale nel 1942, fu tolto a Fränkel il progetto editoriale e negato l’accesso agli archivi, dopo che erano già usciti 17 volumi.

L’ostracismo nei confronti di Jonas Fränkel ebbe sempre anche una connotazione antisemita, come testimoniano i vilipendi subiti a mezzo stampa. Fränkel non ottenne mai una cattedra. Solo negli anni Cinquanta ricevette vari riconoscimenti per il suo lavoro e nel 1961 il Consiglio federale gli comunicò che avrebbe nuovamente avuto accesso al lascito Spitteler ma morì nel 1965, senza aver ultimato la biografia di Spitteler.

Il lascito di Jonas Fränkel assume grande importanza per la storia della letteratura svizzera e della germanistica dell’Ottocento e del Novecento. La pronipote di Jonas Fränkel ha offerto il lascito – rimasto inaccaessibile fino al 2019 – all’Archivio svizzero di letteratura (ASL) e condotto le relative trattative. Alla fine del 2020 le autorità federali, rappresentate dalla BN, hanno concluso un accordo che prevede il trasferimento alla Confederazione del lascito dello studioso e del lascito nel lascito di Spitteler.

Grazie a questa acquisizione il patrimonio documentario dell’ASL, si arricchisce notevolmente: la sola parte relativa a Spitteler è infatti di entità quasi pari alla donazione effettuata dalle figlie negli anni Trenta. A ciò si aggiungono i manoscritti di Fränkel, appunti, schedari e un’ampia documentazione relativa ai suoi progetti editoriali, materiali biografici come quaderni e diari, atti concernenti le dispute nei tribunali e sulla stampa in merito a Spitteler e alla pubblicazione dell’opera omnia di Keller e infine, ma non da ultimo, i suoi ricchi scambi epistolari. Tra i corrispondenti, sparsi per tutto il mondo. Questi documenti verranno ora catalogati, contestualizzati sotto il profilo scientifico e resi accessibili ai ricercatori ed al pubblico interessato.

fonte e foto: Biblioteca nazionale svizzera

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